Un mare di container nel “retroporto” della Martesana


Gli effetti dell’aumento previsto del traffico merci a livello mondiale

Grazie all’iniziativa promossa da ACLI Martesana, lunedì 25 novembre, si è svolto nella sede ACLI di Limito un incontro interessantissimo che ha offerto una visione inaspettata di cosa succederà nei prossimi sette anni  nell’area omogenea Adda-Martesana.

Il relatore, Marco Legramanti, è stato bravissimo a dare la dimensione del problema. Partendo dai flussi di trasporto merci nel mondo, ha configurato  in particolare  il traffico merci via mare che arriva dall’oriente e che sceglie, come primo approdo in Europa, i porti di Trieste e di Genova tra quelli economicamente più convenienti per il trasferimento, via ferro, dei container verso il nord Europa, attraverso i nuovi valichi alpini di base come quello del Gottardo.

Nella cornice di presentazione il relatore non ha trascurato lo sviluppo del trasporto container su ferro tra Europa e Cina. Il treno impiega, per coprire l’intera tratta, 13 giorni, la metà del tempo richiesto dalla nave. La UE aveva, anni fa, previsto nel piano strategico del trasporto merci, due corridoi ferroviari che si incrociano su Milano: sull’asse orizzontale il corridoio mediterraneo (Spagna -Ungheria) che passa per Lione, Torino, Milano e Trieste; sull’asse verticale, il corridoio Reno – Alpi, da Genova a Rotterdam, scavalcando le Alpi con gallerie compatibili per treni merci lunghi 750 metri e 2000 Ton. al gancio.

Oggi l’87% delle merci in Italia viaggia su gomma e la percentuale delle merci su rotaia è inferiore alla media europea. L’Union Internationale des Chemins de Fer ha fissato un obiettivo molto ambizioso: entro il 2030 il 50% delle merci dovrà viaggiare in Europa su rotaia.

In tal senso va visto l’accordo tra il Gruppo Mercitalia (società di FS che tratta il trasporto merci) e Hupac (società analoga svizzera). La società TERALP, frutto di questo accordo, gestirà la maggioranza del trasporto merci in Europa e verso l’ oriente fino in Cina.

La stessa società gestirà la trasformazione e l’ampliamento del polo di Milano Smistamento con l’accordo già siglato con il comune di Segrate il 21 dicembre 2017 (PC n.  49/2017). 

In questo contesto va compreso come funziona un PORTO come quello di GENOVA che è arrivato a gestire, oggi, oltre 2,5 milioni di TEU/container/anno. Occorre perciò parlare anche di “RETROPORTO” e di aree retroportuali che opereranno in sinergia con il porto sotto la giurisdizione della Autorità di Sistema Portuale.

Ma cosa centra la Martesana con Genova?

Dopo il crollo del ponte Morandi (agosto 2017), per favorire la ripresa economica di Genova e della Regione Liguria, il Governo approva la legge 130/2018 che, all’articolo 7, istituisce  la “ Zona Logistica Semplificata – Porto e Retroporto di Genova “ comprendente i territori portuali e retroportuali del Comune di Genova, fino ad includere i retroporti di Rivalta Scrivia, Arquata Scrivia, Novi S. Bovo, Alessandria, Piacenza, Castellazzo Morbida, Ovada Belforte, Dinazzano, Milano Smistamento, Melzo e Vado Ligure.

Milano Smistamento e Melzo diventeranno tra non molto un pezzo del porto di Genova.

I gestori del porto di Genova sono un pool di paesi come Danimarca, Emirati Arabi, Singapore con una capacità finanziaria impressionante per investire sulle strutture portuali e retroportuali in funzione dei bisogni. Stando alle previsioni, l’incremento delle attività dovrebbe aggirarsi intorno al 15% annuo dal 2021 al 2026.

La zona “omogenea” Adda-Martesana sta esprimendo da molti anni la sua vocazione logistica con un  territorio costellato da numerose imprese di traporto lungo l’asse ferroviario Milano Smistamento, Melzo e Treviglio.

Se verranno rispettate le quote annue di aumento dei container provenienti dal porto di Genova, che faranno capo al retroporto di Milano Smistamento e di Melzo, il traffico merci su gomma si quadruplicherà entro il 2026. Si passerebbe così da 400 a più di 2000 Tir giornalieri circolanti sulle nostre strade.

Tale previsione, in difetto, non considera l’aumento del 10% annuo previsto anche per il traffico

“E-Commerce” con sciami di furgoni che traportano pacchi e pacchettini per la “logistica del capriccio” di chi pretende di avere in mano l’ultimo libro acquistato 48 ore prima. Sono in aumento, tra l’altro, anche le famiglie che chiedono il servizio a domicilio dai supermercati…

Quali saranno gli impatti  negativi e quali potrebbero essere, invece, quelli positivi per i paesi della Martesana?

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Di fronte allo “tzunami logistico” che investirà  la mobilità e la qualità della vita dei cittadini della Martesana, il relatore ha messo in discussione la mancanza di una autorità politica competente, vicina ai Comuni, in grado di negoziare con le lobbies potentissime della logistica, abituate ad operare su scala mondiale. La “ex provincia di Milano”, oggi chiamata “Città Metropolitana”, dovrà aspettare il 2022 per dar finalmente vita ad un Consiglio democraticamente eletto.

La giovane istituzione, oggi priva di risorse e di personale,  non è in grado di gestire la complessità di un tale fenomeno in arrivo. La Regione diventa perciò l’unico baluardo politico in grado di aiutare i diversi Comuni a confrontarsi con la trasformazione del territorio per un traffico merci così imponente che insisterà sulla zona ad est di Milano.

Il relatore insisteva con gli amministratori presenti ( di Rodano c’erano il sindaco Roberta Maietti e l’ex sindaco e oggi assessore all’ambiente, Danilo Bruschi) di realizzare con i diversi comuni almeno “Il distretto Logistico” della zona omogenea per avere potere contrattuale da esercitare sui diversi tavoli di lavoro che verranno istituiti. La visione consapevole di ogni Amministratore comunale, quando osserva il suo territorio, dovrà traguardare oltre i propri confini.

Alcuni impatti saranno positivi se i Comuni si metteranno insieme con una visione sovracomunale e non si lasceranno sedurre da minime compensazioni locali per rilasciare il Permesso di Costruire (PC).

Gli investimenti immobiliari saranno cospicui su tutta l’area della Martesana anche per attività correlate che si aggiungono a quelle strettamente “logistiche”. Con la lungimiranza di validi amministratori, molti capannoni industriali e molti edifici dismessi potrebbero rientrare nel processo produttivo con nuove attività. Basta citare l’area SISAS, (330 mila mq) del Polo Chimico Pioltello-Rodano che, finalmente dopo 30 anni, potrebbe venir definitivamente bonificata e poi venduta al miglior offerente.

La rete stradale dovrà essere rivista e adeguata alle nuove esigenze senza dimenticare quelle trascurate a suo tempo con la Brebemi che hanno influito negativamente sulla mobilità dei cittadini,  sul trasporto pubblico e sull’ambiente oggi sottoposto alla drammatica emergenza climatica.

Opportunità di lavoro, professionalità richieste e formazione: la logistica 4.0 richiederà alta professionalità non solo nel settore dell’Information Technology.

Sicuramente ci saranno possibilità di lavoro per la fascia di ragazzi e ragazze che frequentano oggi le scuole superiori se la scelta degli studi terrà conto delle nuove opportunità di lavoro generate sul territorio. Si parla addirittura di un porto fluviale a Truccazzano connesso con la Muzza e con il canale navigabile fino a Cremona e da lì poter raggiungere Venezia, via Po.

In prospettiva Rodano con Pantigliate, Settala e Liscate, posizionate sul versante sud, sul lato ancora agricolo della Martesana, avrebbero molto da guadagnare dalla Zona Logistica Semplificata, se sapranno studiare le carte e allearsi con gli altri Comuni per negoziare gli interessi della comunità.

L’argomento merita di essere seguito e ci impegniamo a tenere informati i cittadini sui prossimi sviluppi. Ringraziamo Orazio Reolon delle Acli Martesana che ha organizzato l’incontro di lunedì.

Achille Colombi, Associazione il fontanile di Rodano.

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