Rodano, a quale paese pensiamo dopo la pandemia?  


Per diverse famiglie la scelta verde di abitare a Rodano avvenne 40 anni. Decisero di lasciare la città per avvicinarsi al luogo di lavoro di aziende che avevano spostato la loro sede in periferia, tra le più note di allora, Mondadori, IBM e 3M. Già allora il trasporto pubblico per raggiungere Milano rappresentava la faccia debole della medaglia.  Ancora oggi rimane il problema insoluto… quando nei ragazzi, pendolari scolastici, cresce la voglia di frequentare la città dove abitano i nuovi amici di scuola. Negli ultimi 20 anni la popolazione di Rodano è rimasta invariata. Diversi anziani hanno lasciato il paese per servizi insufficienti ed il prezzo delle case tende ancora a diminuire rispetto a quello delle abitazioni vicine alla Stazione di Limito.

Nei mesi critici del coronavirus sono emersi i punti deboli di Rodano, nonostante la gara di solidarietà tra i cittadini che si è sviluppata a macchia d’olio. Se a Roma sono appena finiti gli Stati Generali sul futuro dell’Italia, perché non provare ad immaginare Rodano nel 2050?

Sembra un esercizio inutile, ma non è così perché se a Milano ci sono le lobby, le banche e i movimenti politici che si confrontano per orientare le scelte urbanistiche della città, a Rodano non possono essere quattro assessori con il sindaco e l’Ufficio Tecnico ad immaginare il paese tra trent’anni. Diventerebbe invece un esercizio interessante e coinvolgente se, a farlo, fossero i giovani di adesso che hanno meno di venti anni, i ragazzi che oggi frequentano le superiori. Non è sufficiente un brainstorming per compilare la lista dei desideri, ma sarebbe bella l’idea di un gruppo di giovani, ad esempio i neo-diciottenni che hanno ricevuto la copia della Costituzione, che desidera seguire un lavoro di ricerca con un’ipotesi finale da presentare alla cittadinanza.

 

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Lo stimolo arriva anche da un articolo su Repubblica del 26 maggio, un’intervista di Fabio Bogo a Giovanni Semi, professore di Culture Urbane all’Università degli Studi di Torino.

Il sociologo non ha mezzi termini: “ il virus ha colpito al cuore lo sviluppo capitalistico, basato sul concetto di assembramento e della economia dell’agglomerazione[…] Andrà ripensato a 360° il modo di vivere , sarà meno netta la differenza tra zona residenziale e zona terziaria, e cambieranno

i tempi di fruizione dei servizi e il sistema di trasporti. Ci sarà la rivincita della città suburbana, come accaduto nel regno unito e negli USA“. […] La proposta di Boeri, ( quella di tornare a vivere nei borghi) è giusta. Ma serve una campagna di investimenti, non basta la banda larga, bisogna rivedere la rete di …”.

Di che cosa si sta parlando? Di “città diffusa” e di “smart land”.

Solo 100 anni fa,  i comuni di Chiaravalle MilaneseCrescenzagoGorla-PrecottoGreco MilaneseLambrate venivano assorbiti da Milano. Assurdo aspettare che, nei prossimi 30 anni, Milano si allarghi fino a Rodano. Più credibile invece un processo inverso, quello della “città diffusa”

proposto da Giovanni Semi.  Rodano è un luogo fortunato e, se lo curiamo, possiamo farlo diventare una delle perle verdi della zona Adda-Martesana. Non da soli, ma unendoci coi Comuni che ruotano intorno alle zone umide dei fontanili e dei laghetti, ex cave. Nessuno lavora per noi se non scatta la partecipazione della società civile e l’entusiasmo dei giovani, senza aspettare che siamo gli addetti ai lavori (urbanisti, politici e le grandi banche) a spartirsi l’uso del territorio, lasciando, solo alla fine,  gli avanzi delle loro scelte a favore del bene comune.

Quanto accaduto negli ultimi 20 anni lo dimostra.

* Le infrastrutture del trasporto si sono potenziate con le ferrovie connesse al passante ferroviario di Milano.  Nei primi mesi del 2021 la linea Blu dovrebbe iniziare il servizio tra l’aeroporto e Forlanini (tre ponti di v.le Corsica) per la connessione con il passante.

* La Metropolitana che arriva all’aeroporto ha dato fiato alle ambizioni di Segrate di diventare la stazione di testa e di smistamento, un nodo logistico nevralgico di interconnessione tra gomma e ferro. Vedi l’articolo di Rodano News “https://rodanonews.wordpress.com/2019/11/30/un-mare-di-container-nel-retroporto-della-martesana/.”

* Le arterie di connessione Cassanese e Rivoltana con BREBEMI e la tangenziale esterna (TEEM) attendono di essere completate verso Milano; la Rivoltana all’altezza del Luna Park dell’Idroscalo e la Cassanese che ha trovato la sua definizione nel tragitto che collega l’uscita di Pioltello con il Centro Commerciale Westfield di Segrate, il cui cantiere è stato però sospeso per l’effetto Covid-19, senza nessuna data prevista per la sua ripartenza. Sembra che il progetto sia defunto.

Ebbene, da questa importante trasformazione della viabilità, Rodano è rimasta isolata e non ha ancora il suo cavalcavia o sottopasso sulla Rivoltana con la ciclabile che porta alla stazione di Limito.

Come rilanciare allora Rodano, il paese dei fontanili? Come sarà il paese tra trent’anni?

Solo i ragazzi di oggi possono e dovrebbero esprimersi sulla Rodano che vorranno un domani!

Per oltre l’80 % del territorio è quell’insieme di rete idrica, compreso i fontanili e i laghetti verde-blu delle ex cave, punteggiata dai filari di cespugli e piante che formano gli origami agricoli della campagna lombarda ancora attiva. Si continua a parlare di Green Economy, di prodotti agricoli vicino a casa, della promozione di una ecologia sociale per la salvaguardia della qualità dell’aria e della salute degli esseri viventi. Ebbene Rodano Green 2050 già potenzialmente esiste!

Va fatta conoscere ai cittadini, per realizzare un patto con gli agricoltori decisi a sostenere un progetto collettivo dentro “la città diffusa”, immaginata con l’insieme delle acque, delle piante e della terra ancora coltivata, con le attività agricole in equilibrio con quelle della logistica e del terziario tra loro integrate.  Il processo urbanistico non sarà pacifico perché interessi contrapposti giocheranno il loro ruolo con forte aggressività. Le massime pressioni arriveranno dalle lobby della logistica e in particolare dalle finanziarie immobiliari che trattano la posa dei capannoni che ormai tappezzano il territorio nel corridoio che da Lambrate arriva fino a Treviglio e a Brescia.

Ecco perché diventa urgente chiedere ai Comuni della zona Adda-Martesana di parlarsi per convergere su alcune linee guida per proteggere gli interessi generali che riguardano viabilità, il verde, il trasporto pubblico e le nuove opportunità di lavoro.  La costituzione della Città Metropolitana di Milano, non ancora ultimata, ha generato una struttura politica e amministrativa zoppa con risorse limitatissime. Ecco la necessità che venga ascoltata la voce dei giovani verso i palazzi della Città Metropolitana e della Regione. Possibile che il loro voto non debba contare?

La Città Metropolitana ha elaborato il PTM (Piano Territoriale Metropolitano) con tanto di mappe che trattano il territorio e l’ambiente. Un lavoro di analisi fantastico, dettagliato, che andrebbe letto non solo dagli addetti ai lavori, ma soprattutto dai ragazzi e dai giovani perché in quel documento è racchiusa la visione di come sarà progettata la futura Città Metropolitana, compresa la zona omogenea Adda-Martesana. E Rodano?

Se i giovani rodanesi scenderanno in campo per giocare la loro partita potrebbero portare a casa una coppa prestigiosa, “Rodano Green 2050”.

Achille Colombi, Circolo Acli di Rodano.

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