L’ultimo regalo


LETTERA ALLA REDAZIONE

Non si può ricordare Miro senza aver presente la sua incontenibile energia, la sua generosità, la sua gioia di vivere.

MIROMiro era animato da una indomabile voglia di fare, fare per sé e per tutti: per la famiglia, per gli amici, per la scuola, per il Fontanile, per la parrocchia, per la comunità. Rispondeva con entusiasmo ad ogni richiesta di aiuto.

Miro amava le persone e ha amato il paese. In un panorama di “assalto alla diligenza” da parte di partiti e amministratori pubblici, ha profuso energie e risorse proprie per il paese. All’asilo, a scuola, nel paese, ovunque c’è qualcosa in cui si manifesta il suo impegno per la comunità.

Rodano è un paese vivibile, ricco di verde, e il merito è anche suo, che come assessore ha attuato la politica urbanistica del “Riccio” di protezione del territorio, conferendolo all’interno del parco Agricolo Sud, e di estrema misurata espansione edilizia nel tempo.

Si scopre il bene vicino quando lo si perde, ma personalmente ho sempre avuto Miro nel cuore. La sua generosità, la sua gioia di vivere, la sua allegria mi ammaliavano. Con i suoi viaggi mi ha riempito gli occhi e la mente di emozioni, mi ha trascinato in ogni dove. E alla fine ha lasciato un ultimo regalo: il viaggio in Etiopia, a cui aveva pensato per oltre due anni.

Un viaggio nel suo stile: impegnativo ma travolgente, pieno di vita e di una bellezza senza fine, al di là di ogni aspettativa.

E come questo viaggio, l’ultimo regalo, Miro rimane nella mente e nel cuore.

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MV

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