RODANO E IL PUNTO DI PAREGGIO – Piange il bilancio comunale 2021


L’articolo apparso sulla Gazzetta della Martesana di sabato 23 gennaio lascia un amaro in bocca perché ci risiamo con la struttura debole di un comune piccolo come il nostro che vive sempre sul filo del rasoio per conciliare il pareggio di bilancio con le spese correnti per i servizi essenziali e con un margine per gli investimenti sempre più rosicchiato. Il piccolo margine di manovra della squadra Maietti è saltato per minori entrate non previste. 

Lo tsunami della pandemia ha messo l’Italia con le spalle al muro. La bestia del debito pubblico è volata verso l’alto. Tutti si augurano che la gestione del prestito europeo NEXT GENERATION (Recovery Fund di 209 Md di € ) privilegi gli investimenti nelle infrastrutture (creare ricchezza) piuttosto che nelle spese correnti (sussidi e ristori). Su questo dilemma è andato in crisi il governo Conte, ma se le scelte non saranno ponderate, andranno in crisi, in sequenza, le regioni, le province 

ed infine i comuni, quelli più deboli come Rodano.  

La riflessione si rivolge ai ragazzi delle superiori e ai giovani universitari di Rodano che desiderano avvicinare lo strumento base in mano agli amministratori.

Perché piange il bilancio comunale 2021?       

Quali sono gli elementi più significativi che impediscono il rafforzamento e il respiro naturale ad un paese come Rodano?

 La riflessione riguarda anche ogni famiglia che, a sua volta, cura ogni giorno le entrate e le uscite del suo bilancio familiare. Lo sguardo è identico, saper pesare le entrate e le uscite. Se le tasse non vanno toccate, per aumentare le entrate occorrono altre fonti che non sono subito disponibili. Vanno perciò studiate e programmate con gli strumenti a disposizione della istituzione, come il PGT (Piano di Governo del Territorio) che dovrà essere rivisto anche per Rodano dopo quasi 10 anni dalla sua prima emanazione.    

La crisi del 2008 con la bolla dei derivati e del mattone fece arrivare il governo Monti per evitare il default del paese. Nacque il patto di stabilità che impose la cinghia stretta anche ai piccoli comuni come il nostro con sforbiciate al bilancio per rientrare nei vincoli del patto. 

Danilo Bruschi si è trovato a gestire un bilancio difficile. Quei vincoli, però,   trasformarono gli obiettivi di  bilancio del mandato Bruschi (2014-2019) in una visione positiva di futuro, operando scelte coraggiose con il sì alla RSA, con la scelta dei LED per l’ illuminazione pubblica, con l’accantonamento di circa 2 milioni di €uro  destinati ad ammodernare le scuole e le strutture sportive fatiscenti con impianti rispondenti alle normative sportive di sicurezza. 

Nell’anno Covid 2020 la coperta del bilancio si è ristretta per garantire alcuni servizi essenziali e per forza di cose alcune voci di bilancio sono entrate in sofferenza. 

Ne ha sofferto, ad esempio, la cura del verde pubblico, la potatura delle piante, il taglio dell’erba e la cura dei giardini. 

Continuando su questa strada verrebbe in futuro compromessa una caratteristica identitaria di un paese verde tra i più sostenibili della Città Metropolitana, vincendo, a fine gennaio, il primo premio “LET’S GREEN”, concorso promosso dal CAP (Consorzio Acqua Potabile).  

Come prima fonte da cui trarre maggiori entrate potrebbe essere l’aumento “sostenibile” della popolazione che è rimasta ferma da oltre 20 anni, mentre la seconda vedrebbe l’incremento delle attività produttive nell’area industriale che registra ancora capannoni vuoti, nonostante l’aumento di domanda di attività di logistica in tutta l’area della Martesana e lungo l’asse BREBEMI. Ma per alimentare nuove fonti occorre che Rodano ritorni attrattiva.

Il tappo dei collegamenti

L’aumento della popolazione è sempre stato un tabù per tutti gli amministratori per aver sempre privilegiato, a ben vedere, scelte urbanistiche con case basse e zero consumo di suolo. Occorrerebbe invece, oggi, ricalibrare quel numero magico che proporziona la presenza di più famiglie in relazione ai servizi che Rodano è in grado di offrire. Tra i servizi mancanti il peggioramento del trasporto pubblico degli ultimi anni costituisce il tappo più critico, nonostante la presenza a Limito del passante ferroviario, lontano solo 4 chilometri. 

Per questa ragione ci sono famiglie che hanno preferito Segrate e Limito anziché il verde di Rodano! Da alcuni anni ci sono appartamenti ancora vuoti nel condominio Cielo e Terra e altre iniziative edilizie sono andate a rilento in assenza di domanda. 

L’area industriale poco appetibile

Prima c’era il problema della rete a banda larga. Ora internet è migliorato, ma i lavoratori che arrivano a piedi dalla stazione di Limito perdono tempo e corrono seri rischi per l’assenza del percorso ciclopedonale. Poi la carenza del trasporto pubblico crea problemi anche a quelle persone, alcune vengono anche da Milano, impiegate per i lavori domestici presso diverse famiglie. 

Per togliere quel tappo abbiamo un’occasione che non va assolutamente persa.  

La sistemazione dell’area SISAS, oltre a risolvere il problema della mobilità e della viabilità nelle arterie della Martesana, dovrebbe considerare, durante la negoziazione con il futuro acquirente al tavolo con i comuni di Pioltello e di Rodano e la Regione Lombardia, non solo la ciclopedonale, ma soprattutto il collegamento navetta tra Limito e Rodano in coincidenza con gli arrivi e le partenze dei treni.

A quel punto la prospettiva del paese cambierebbe con un bilancio annuale di respiro, posizionato oltre il punto di pareggio.

Achille Colombi, ACLI di Rodano   

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