Quando la memoria diventa seme per la vita


FestaAntonia6 Luglio 2014. Eravamo in oltre 120 a celebrare il ricordo di Antonia Alecchi nella maniera che sicuramente le sarebbe piaciuta di più: con tanta gente, in festosità, mangiando e bevendo, ma soprattutto con un progetto concreto da lei avviato insieme a Don Abramo Abdoulaye: l’aiuto al gruppo “Il Sahel fiorirà” per la costruzione di una scuola in cui 460 bambini potranno prepararsi e contribuire a creare un futuro migliore in una zona difficilissima nel Nord del Camerun.

Sahel significa “savana”: quale migliore immagine per indicare una “primavera” e una “rinascita” di un luogo e di una comunità che da troppo tempo convive con la morte, le guerre, le violenze?

Don Abramo e un membro del “gruppo-base” del progetto, di Cinisello, ci hanno appassionatamente informati sui problemi e sui progetti in corso, e questo ha giustamente costituito la parte seria della giornata; ma altrettanto giustamente – e nello spirito di Antonia – non sono mancati – anzi! – l’ottimo e abbondante cibo, le chiacchiere fra amici che magari non si vedevano da tempo o si sono conosciuti in quel frangente… e nemmeno l’immancabile “Carletto” Putelli con la ruota della lotteria. Il tutto grazie ai nuovi “Amici del Parco Morettoni”, con Adriano Alecchi in testa, e a una squadra di volontari, fra i quali i nuovi Amministratori e membri del Fontanile, che hanno “congiurato” come meglio non avrebbero potuto alla riuscita della festa. Un grazie particolare a Fabio Tozzi e alla sua squadra per l’insuperabile grigliata e all’Ottagono che ha fornito antipasti e primi piatti.

Una giornata bellissima e ricca in tutti i sensi, insomma. Ma in modo particolare mi piace sottolineare un punto che ho già espresso altrove: ogni tanto, nel corso dell’anno, e non solo a Rodano, ci si trova alle prese con le commemorazioni, che quasi sempre si risolvono nell’arco di una giornata, o meglio di qualche ora, e in grandi discorsi. Poi tutto torna come prima, inclusa l’indifferenza, se non peggio. Qui si è collegato il ricordo di una persona importante per la nostra comunità, che ci ha lasciati fisicamente, con un progetto di solidarietà che durerà nel tempo. Lo si dovrebbe fare con tutte le commemorazioni e dovunque. Solo così il ricordo fa “fiorire” la vita anziché disgregarsi nel rimpianto o nel senso d’impotenza.

Tornando a casa mi sono ritrovata con due pensieri nella mente: il primo era di gratitudine e affetto per Antonia, che resterà viva tra noi e tra i bimbi che frequenteranno l’aula che le verrà dedicata; il secondo era che dopo un po’ di anni mi sono sentita nuovamente orgogliosa di essere rodanese e parte di una “congiura” che, spero, crescerà e farà “rifiorire” anche il nostro paese…

Gabriella Campioni © RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi volesse continuare a contribuire al progetto per il Sahel può rivolgersi a: Adriano Alecchi, 02 95320554

 

Piccola poesia

Un ospite della festa ci ha consegnato questa piccola poesia in onore di Antonia con preghiera di pubblicarla:

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Il mio è un grazie di gran cuore

Al banchetto dell’amore

Per Antonia nel ricordo:

Un sorriso che non scordo

Se si semina è raccolto

E un applauso ora ascolto!

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