Il palazzo comunale abbandonato. Dal 1937 caratterizza il centro storico di Rodano.


LETTERA ALLA REDAZIONE

Rodano 16 dicembre 2016.

La vigilia di Natale 2016 verrà ricordata a Rodano per il trasloco degli uffici comunali nella nuova sede alla Elle di via Turati. Questa Amministrazione è riuscita a concretizzare un’operazione già pensata anni fa dalla precedente Giunta comunale, quella di chiudere la vecchia sede per risparmiare sul bilancio comunale, visti gli elevati costi di gestione di un edificio storico fortemente degradato e mai adeguato ai requisiti di sicurezza previsti dalla legge.

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Qualora il vecchio palazzo  venisse totalmente abbandonato e perimetrato dalla classica staccionata arancione, non solo il suo degrado verrebbe accelerato, ma più il tempo passa, più il recupero diventerebbe difficile e costoso.  Occorre perciò promuovere al più presto un dibattito pubblico per mettere a confronto le ragioni e le motivazioni di un possibile recupero  o di una demolizione ravvicinata per questioni di sicurezza e di decoro urbano.

Solo dopo aver ascoltato i pareri e le emozioni dei cittadini si potrà arrivare a decidere per un’ipotesi o per l’altra.

La questione va a toccare un elemento urbanistico del paese che assume un grande valore simbolico e che caratterizza da 80 anni il centro storico di Rodano.

Certamente il fattore economico va tenuto in considerazione, ma all’interno di una analisi economica completa non può esserci solo la quadratura del bilancio comunale; deve comparire anche il parere dei cittadini (bilancio partecipato).

Da sempre “le scelte urbanistiche” sugli spazi pubblici, anche a Rodano, non sono mai state fatte  sulla base dei bisogni futuri della comunità, ma spesso più sulla  base di interessi di parte e di proposte più o meno calate dall’alto, mai condivise e dibattute pubblicamente.

La necessità di traslocare il municipio ha sicuramente dato l’opportunità di razionalizzare meglio l’utilizzo degli spazi interni dell’edificio “La Elle”, ma ha tolto metri quadri preziosi alle diverse Associazioni che sono cresciute a Rodano negli ultimi 20 anni.  Alcune non hanno più una loro sede. AVIS è ora ospitata nei locali delle ACLI.  Il futuro dell’Ottagono è buio e oggi non è agibile per la causa in corso tra Comune e il Melograno, l’associazione che ha deciso di ritirarsi dalla gestione del Centro.

Se con la chiusura dell’edificio comunale dovesse venir impedito anche l’uso della sola aula consigliare, ultimamente molto frequentata sia per le feste natalizie che per gli incontri istituzionali, se con la chiusura del vecchio edificio venissero spente definitivamente le luci serali del palazzo comunale, allora la piazza storica di Lucino verrebbe completamente stravolta in presenza di un’ ala storica spenta e abbandonata, senza più vita.

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Breve cronistoria  dell’edificio.

Nel 1937 viene inaugurata a Rodano la prima vera sede scolastica per ospitare sia l’asilo, dedicato ai “Gloriosi Caduti” che la scuola elementare intitolata a Guglielmo Marconi, perché il caso vuole che il grande inventore muore a Roma, a 63 anni, nel luglio dello stesso anno per crisi cardiaca.

[ndr: il primo asilo infantile fu costituito da don Giuseppe Dossi, allora parroco di Lucino nel 1918.]

Metà anni 80: dopo circa 40 anni  l’edificio scolastico passa ad ospitare gli uffici comunali quando viene costruita la nuova scuola media vicino al campo sportivo.

Da allora nessun amministratore si prende carico della manutenzione  ordinaria e straordinaria di una struttura che, senza adeguamenti, mai risponderà alle normative che si susseguono negli anni in ordine alla sicurezza degli impianti e all’eliminazione delle barriere architettoniche.

Dal 1996 al 2006, per diversi anni l’ Amministrazione “Rodano Futura” continua a studiare diverse ipotesi fino a proporre (Edizione speciale dell’Informarodano, dicembre 2005) il progetto che prevede l’abbattimento del vecchio edificio con l’idea di riconfigurare la nuova piazza con parcheggi e giardini, finanziando la cosa con la destinazione dell’intera area pubblica ad edilizia residenziale per opera di privati. Gli uffici comunali avrebbero dovuto traslocare nell’attuale scuola media con l’idea di concentrare tutte le scuole in un solo plesso scolastico a Millepini.

La ristrutturazione del vecchio edificio non viene mai presa in considerazione e, per sottolineare questa decisione, viene inoltrata richiesta alla Sovraintendenza di Milano di considerare la struttura priva di qualsivoglia valore storico ed artistico.

Nel gennaio 2006 si inaugura il centro Culturale “La Elle” per dare ospitalità al Museo della Lambretta di Vittorio Tessera. L’operazione si finanzia con lo scomputo oneri delle tre palazzine ACLI realizzate sul terreno dell’ex-asilo di via Mazzini. La Elle va a sostituire a tutti gli effetti lo spazio pubblico dell’ex asilo con il Museo della lambretta ed il centro sociale.

Nel maggio del 2006 si inaugura anche il Centro Culturale Ottagono a Millepini. Un centro realizzato per ospitare spettacoli, musica, eventi di vario genere. Dopo 10 anni e diversi lodevoli tentativi di gestione, la struttura, all’inizio pensata come una bella risorsa per i cittadini, sta diventando un problema dopo due tentativi di gestione falliti.

Nel 2010, in piena crisi finanziaria, la stessa Amministrazione decide di inserire nel Piano di Governo del Territorio (PGT) il progetto di costruire il nuovo comune sulle rovine del vecchio con un mutuo vicino ai 3 milioni di €uro.

Nel 2011 I due gruppi di opposizione (che hanno poi dato vita alla lista civica “Uniti per Rodano”) si uniscono per raccogliere le firme tra i cittadini per dissuadere l’Amministrazione ad accedere a quel mutuo spropositato e per riaffermare la convenienza a ristrutturare anziché demolire.

Il 17 febbraio 2012 i gruppi di minoranza presentano in una pubblica assemblea il progetto di ristrutturazione con la stima dettagliata dei costi che non superano 1,6 milioni. Tutto il progetto viene pubblicato su Rodano News il 7 marzo 2012.

Fine dicembre 2012 l’Amministrazione  indice un bando di gara per un nuovo municipio compresa la sistemazione della piazza con parcheggi e giardini per un importo non superiore a 1,6 milioni di €uro.

Tra quelle pervenute la Commissione sceglie le prime tre proposte più interessanti che ricevono il riconoscimento economico previsto dal bando. Le proposte finiranno in un cassetto perché il vento della crisi soffia sempre più forte. Infatti con il governo Monti arrivano  le nuove regole stringenti che i Comuni devono rispettare per entrare nel patto di stabilità. Vietato accedere ai mutui e l’idea quindi del nuova casa comunale salta.

Prevale perciò la soluzione di ripiego e più conveniente di trasferire gli uffici comunali alla Elle.

2014 – 2016. La soluzione viene  condivisa e realizzata dalla nuova Amministrazione con costi ancor più limati e contenuti, rimandando di fatto la decisione del recupero o meno del vecchio edificio, ma nello stesso tempo confermando che gli uffici comunali non torneranno più nella vecchia sede, qualora venisse recuperata.

Achille Colombi

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