I rodanesi odiano la bicicletta?


thGli italiani, si sa, amano l’auto. E’ stata il simbolo del boom economico, dell’economia e dell’industria nazionale. E’ un potente status symbol del nostro rango nella società. L’auto è un pezzo della nostra identità collettiva.

Con il passare degli anni però si è capito che un modello di mobilità come il nostro, prevalentemente centrato sul trasporto privato, implica diversi problemi: traffico, inquinamento, strade e autostrade da costruire e da manutenere. Molti costi e, alla lunga, pochi vantaggi.

Via via si è affermato un “paradigma ecologico”, mutuato dai paesi del nord Europa, che propone e realizza una mobilità “verde”, pubblica, leggera. Nei paesi più avanzati (in termini di coscienza ambientale), il trasporto pubblico è prevalente; in alcuni paesi scandinavi, in questi anni, sono state realizzate addirittura delle “autostrade” riservate alle biciclette. Fantascienza, per noi italiani.

In questi meravigliosi giorni di settembre, un settembre particolarmente godibile “grazie” agli effetti del riscaldamento globale del pianeta, ho pensato a quanto sia bello pedalare in bicicletta nelle nostre campagne. L’ho fatto.

Ma …  ero l’unica persona in bici!! Ed ecco cosa ho visto.

Episodio 1. Mi reco all’uscita dalla scuola elementare. Giornata di sole. Molta gente, tutti in auto, nessuno in bici.

Episodio 2. Alla Spannocchiata dell’Associazione Il Fontanile alla Cascina Castello. Giornata di sole. I rodanesi (quasi) tutti in auto! A un certo punto, arriva finalmente un drappello di ciclisti: evviva! Ma era un gruppone di Pantigliate…

Ma allora i rodanesi, che hanno il privilegio di vivere in un territorio verde, pianeggiante, ciclabile, perché non usano la bicicletta? Forse odiano la bicicletta? O ci sono altre ragioni?

Ho provato a rifletterci. Che cosa impedisce, ad esempio, di accompagnare i bambini a scuola in bicicletta?

Forse non ci sono le piste ciclabili? No, quelle ci sono. Ad esempio, sia da Rodano-Lucino che da Cassignanica si va in ciclabile fino alle scuole.

Forse le famiglie devono prendere la macchina per andare al lavoro? Sì, ma non tutte. Non tutti i genitori lavorano eppure non vanno in bici lo stesso; e poi la domenica non si lavora, eppure… tutti in macchina alla Spannocchiata.

Forse si teme il brutto tempo? No, dai, questi giorni ancora quasi estivi promettono fin dal mattino sole e tepore, non pioggia e neve. E poi gli olandesi vanno in bici e lì piove e fa freddo sul serio. Ho anche letto che in Scozia quando piove i bambini escono dalle scuole con le mantelline, per fare di corsa il giro della scuola: pare che faccia bene alla salute (non si ammalano più) e al rendimento scolastico.

E allora forse c’è qualcos’altro.

Forse siamo diventati iper protettivi, con noi stessi e soprattutto con i nostri bambini, ma in una modalità un po’ malata; pensiamo di difenderli dai malanni e così trasmettiamo loro modelli di comportamento passivi, pigri e “super-comodi”. Ma è questo di cui hanno bisogno? Cosa stiamo seminando?

O forse c’è dell’altro… Pigrizia? Comodità? Abitudine?

Mi fermo qui. Mi piacerebbe che, magari qui su rodanonews, qualcuno avanzasse qualche ipotesi.

Lettera firmata

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