2 Giugno, Festa della Repubblica


Cari ragazzi, Cari concittadini,

oggi è la festa della nostra Repubblica.  73 anni fa, il 2 e 3 giugno del 1946, appena un anno dopo la fine della seconda guerra mondiale, il popolo italiano – e per popolo italiano intendo tutti, perché anche le donne che avevano compiuto i 21 anni poterono per la prima volta nel nostro paese, esprimere la loro scelta politica- fu chiamato alle urne per il referendum sulla forma istituzionale dello Stato: gli elettori scelsero la Repubblica, ponendo così fine a 85 anni di esperienza monarchica.

Contestualmente al referendum si tennero le elezioni dell’Assemblea Costituente, alla quale sarebbe stato affidato il compito di redigere il testo della nostra Costituzione italiana.

Le donne e gli uomini dell’Assemblea ebbero il difficile compito di dare all’Italia una nuova stagione: quella Costituzione, con poche modifiche intervenute in questi anni, è ancora oggi la legge fondamentale che regola la vita pubblica ed istituzionale del nostro Paese. Quella costituzione è La stessa Che oggi vi consegnerò, a nome di tutti i Rodanesi.

Il nostro compito oggi, dopo 73 anni, deve essere quello di leggere, in quel momento fondativo, le scelte di democrazia, libertà, ascolto dei bisogni del cittadino,apertura all’Europa e al mondo e di renderle a nostra volta nuovamente attuali nel presente e nel prossimo futuro.

Solo recuperando lo spirito di tolleranza e di reciproco rispetto, che animarono gli anni della formazione della Repubblica, riusciremo ad affrontare le sfide dei nostri tempi contribuendo tutti insieme, al miglioramento della nostra società.

È nel perseguire questo spirito che l’amministrazione si propone di celebrare questa giornata avviando un confronto tra generazioni, fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo di ogni comunità e facendolo con il gesto del passaggio del testimone tra chi oggi governa e chi sarà chiamato domani a governare.

Lo facciamo simbolicamente oggi, consegnandovi la carta dei valori fondanti della società in cui vi abbiamo cresciuto ed in cui continuiamo a credere, perché anche per voi possa essere uno stimolo a credere e lottare per una società più giusta e solidale.

Però, vedete, la costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé.

Perché si muova bisogna ogni giorno metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla costituzione è l’indifferenza alla politica, così come anche il sempre più crescente individualismo.

Vi ripropongo l’invito che il Presidente Sandro Pertini rivolse ai giovani italiani nel messaggio di fine anno del 1983:

«Battetevi sempre per la libertà, per la pace, per la giustizia sociale. La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame».

Concludo lanciandovi un ultimo appello: tutti siamo chiamati a metterci al servizio della comunità nella costruzione del bene comune. Solo quando capiremo che mettendoci al servizio dei valori più alti e nobili che stanno alla base del benessere comune, realizzeremo a pieno gli intenti della nostra Costituzione e renderemo onore ai sacrifici di vite umane e sofferenze che il nostro popolo, il popolo italiano ha dovuto affrontare. Viva la Repubblica, viva l’Italia.

Buona Festa della Repubblica a Tutti.

 

Roberta Maietti – Sindaca di Rodano

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