Rodano, Sisas, la Martesana, la Città Metropolitana


“La necessità di una governance in area Martesana quando gli insediamenti sono di portata sovracomunale.” 

Lo scenario

Siamo ormai prossimi alla fine del 2020, l’anno del Covid 19 che ha cambiato l’intero scenario del Pianeta… 

La seconda ondata della pandemia ci lascia sgomenti e tutte le amministrazioni comunali del territorio sono impegnate a supportare i bisogni urgenti dei cittadini (vaccini) e la loro tutela dal contagio con la gestione delle regole e dei divieti applicati in Lombardia, dichiarata zona rossa.

L’informazione dei media locali è concentrata sulla cronaca quotidiana a registrare ansie e preoccupazioni delle persone, specie di quelle anziane, più esposte. Per fortuna, tra le diverse riforme andate a vuoto degli ultimi anni, quella che resiste rimane l’istituzione comunale con i loro sindaci. 

Invece la Città Metropolitana di Milano è la nuova istituzione che vive da cinque anni nel limbo, per una riforma lasciata a metà che lascia privo di mezzi l’ente intermedio tra comuni e regione, le cui funzioni di raccordo erano svolte fino al 2015 dalla Provincia di Milano. 

Il sindaco di Milano si è concentrato sulla città, trascurando lo sguardo sull’intera Città Metropolitana. Il vuoto che si è creato rende più difficile l’utilizzo da parte dei comuni di strumenti adeguati per affrontare problemi di natura sovracomunale già presenti sul territorio della Martesana. 

Le scelte delegate ai funzionari e l’assenza della politica sta allontanando l’interesse dei cittadini sulle prossime decisioni che riguarderanno infrastrutture, urbanistica e viabilità, anche in relazione ai futuri finanziamenti europei (Next Generation UE-recovery fund).

Il Piano Territoriale Metropolitano (PTM) potrebbe rappresentare invece il nuovo strumento di  visione e di programmazione territoriale soprattutto quando i problemi sono di natura sovracomunale.

A febbraio 2020, la struttura tecnica della Città Metropolitana rilascia la Relazione Generale e le Norme di Attuazione, i due documenti fondamentali del PTM. La Legge Regionale 32/2015 all’art. 5   comma 4 recita: “Per il Territorio della città Metropolitana gli insediamenti di portata sovracomunali […] sono definiti come tali dal PTM, in luogo dei piani di governo del territorio, di seguito denominati PGT, dei comuni. Le indicazioni fornite dal PTM su tali insediamenti hanno efficacia prescrittiva e prevalente sugli atti dei PGT ai sensi dell’articolo 18 della l.r. 12/2005”.  

Sono circa duecento pagine di linee guida che dovrebbero essere sulle scrivanie non solo dei tecnici preposti, ma anche dei sindaci e di tutti i consiglieri comunali. Copia del PTM non potrà mancare sui tavoli di lavoro delle future consulte comunali.

Alcune questioni critiche di portata sovracomunale della Martesana sono poco note alla stragrande maggioranza dei cittadini come l’incremento delle attività di logistica con lo scalo intermodale di Melzo e di Milano Smistamento e con la proliferazione dei grandi magazzini per la distribuzione dei prodotti E-Commerce, vedi Amazon. 

L’incremento conseguente del traffico previsto nei prossimi 5 anni, lungo l’asse BREBEMI-Cassanese e Rivoltana, andrà a stravolgere tutta la mobilità, da quella ciclabile per arrivare al trasporto pesante dei TIR con inevitabile sovraccarico della rete viaria e peggioramento della qualità dell’aria. 

Le risorse limitate di una Città Metropolitana, priva per ora di rappresentanza politica, lasceranno i singoli comuni in una posizione di forte debolezza nella capacità di gestire le problematiche sovracomunali. 

L’alternativa, lasciata ora alla buona volontà degli amministratori locali, rimarrebbe quella di trovare una formula associativa tra i comuni, prevista anche dal PTM, finalizzata a elaborare soluzioni condivise per la revisione dei Piani di Gestione Territoriale (PGT) comunali, ma utili anche ai tavoli negoziali dove, per ogni scelta, dovrebbe sempre prevalere l’interesse generale.

L’EX-SISAS rappresenterà un esempio significativo. Si vocifera che la soluzione stia per arrivare con un grosso operatore nel settore della logistica…Qualora dovesse succedere, l’insediamento di logistica nella grande area (ben 350.000 mq) non genera il problema, ma lo amplifica soltanto.

Sono presenti ormai tutte le condizioni per mandare in crisi la viabilità sulla Martesana entro i prossimi 5 anni, quando Segrate diventerà stazione di testa per Milano e gli interporti ferroviari di Melzo e Smistamento opereranno a pieno regime. 

Emergono perciò alcune considerazioni che non trovano ancora molto spazio nella cronaca locale.

L’incremento delle attività di logistica sul territorio è un fenomeno sovracomunale. Da circa un anno ACLI Martesana si è assunta l’impegno con Ecomuseo di sollevare la questione per sensibilizzare i Comuni della Martesana e l’opinione pubblica attraverso le analisi di Marco Legramanti, l’esperto di logistica che ha presentato uno studio previsionale ricco di dati interessanti.  Le soluzioni potranno nascere solo da una governance tra i comuni della Martesana con il supporto della Città Metropolitana e della Regione Lombardia. 

Solo con questa consapevolezza, a parere di molti, si potranno affrontare anche gli effetti sulla viabilità di Pioltello-Rodano con l’arrivo di nuove attività sull’area ex Sisas. 

Questa occasione costituisce l’ultima carta da giocare per il rilancio di Rodano.

Durante i lavori di riqualificazione della Rivoltana e la realizzazione della BREBEMI, i problemi della viabilità verso Rodano furono completamente dimenticati dall’amministrazione comunale, nonostante la presenza allora di una Consulta Territorio & Ambiente molto viva. Proprio in quel periodo fu approvato il primo PGT del Comune.

Il paese dovrebbe ritrovare, questa volta, unità di intenti con Pioltello per:

– la pista ciclopedonale tra Millepini – Rodano e la stazione di Limito.

– il servizio trasporto “navetta” sull’anello Limito, Pobbiano (ex-Sisas), Rodano, Millepini e di nuovo Limito.

– risolvere la questione dell’uscita pericolosa dei camion che, dalla cava, si innestano sulla via papa Giovanni.  

– affrontare il destino della provinciale 182 che collega tra l’altro Pioltello, Rodano e Pantigliate con mezzi che attraversano a forte velocità il borgo di Cassignanica in barba alle telecamere presenti.

Sull’area industriale di Pobbiano già opera l’azienda che produce OSSIGENO. Perché non pensare, per l’ex Sisas, a portatori di interesse per produrre IDROGENO green , il combustibile adatto ad alimentare i futuri trattori TIR a trazione elettrica?   L’impiego dell’idrogeno su scala europea è voluto dall’obiettivo EU, quello di limitare al 50% l’impiego dei carburanti fossili in Europa entro il 2030. Ridurre conseguentemente le polveri sottili generate dal traffico in Martesana diventa fondamentale per la salute, perché oggi la presenza nell’aria di PM 2,5 contribuisce al 15% delle morti per Covid 19.

 Achille Colombi – Circolo Acli di Rodano

Una Risposta

  1. Questa comunicazione ha esposto diverse problematiche, sarebbe utile creare un dibattito anche virtuale, (visto la situazione attuale) per cominciare a ragionare sui problemi elencati, questo anche per sondare fra noi cittadini cosa ne pensiamo e per evitare come nel passato che altri decidano per loro e non per la comunità, grazie

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