L’angelo custode nella prima scuola statale a Rodano


La statua dell’angelo custode, molto cara a tutti i rodanesi che hanno frequentato l’asilo e poi la scuola elementare a Lucino, presente da sempre nell’ala sinistra del vecchio comune, è stata tolta per essere inviata al restauro. Indipendentemente dalla sorte che subirà la vecchia struttura comunale, l’Angelo Custode verrà restaurato dalle mani di un artista che aveva già notato anni fa lo stato di abbandono della statua che vuole esprimere tutt’altro: uno sguardo amorevole a protezione dell’infanzia: “Angelo di Dio che sei il mio custode…”

Si augurano tutti che l’immagine possa tornare sul suo piedistallo sistemato in posizione privilegiata nel vecchio edificio quando verrà rivisitato per essere adibito alle nuove necessità del paese, però secondo un progetto che ricorderà le forme del 1937.

Due anni fa Domenico Barboni mostrò ad alcuni amici una serie di appunti, frutto di una sua ricerca che continua sulla storia viva di Rodano, quella che non finisce sui libri di scuola, ma che resta incisa nel cuore di chi è stato testimone di fatti accaduti.  Si decise di pubblicare su Rodano News una serie di articoli che trattano le vicissitudini vissute dai rodanesi per mandare a scuola i propri figli a partire dall’inizio del ‘900, quando non esisteva ancora l’edificio.

Visto l’interesse suscitato dalla presentazione fatta in Casa Gola del progetto di recupero delle piazze del centro storico di Lucino, compreso il riutilizzo dell’edificio ex comune mantenendo solo le sue linee essenziali, abbiamo intuito che la riedizione di quegli articoli, inserendoli in una cornice di un pieghevole con una prefazione e una postfazione, potesse incontrare l’interesse di molti rodanesi, curiosi di conoscere gli antefatti che hanno influito sulla decisione di costruire a Rodano

un edificio scolastico di tale dimensione in un piccolo comune allora abitato da 1300 abitanti.

Questo episodio costituisce un invito per dare forma ad un gruppo di interesse che farà capo alla Biblioteca Comunale per iniziare a pubblicare una serie di fascicoli tematici partendo dalla documentazione esistente e da quella conservata presso archivi pubblici e privati. La raccolta dei documenti fatta da Domenico e le sue annotazioni preziose diventano un punto avanzato da cui partire.

Domenico Barboni e Achille Colombi

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