Disastri e lamentazioni rodanesi


LETTERA ALLA REDAZIONE

Innanzi tutto, a beneficio di chi non mi conosce, premetto che sono rodanese da 45 anni, molti dei quali spesi insegnando alla nostra scuola elementare e organizzando iniziative di vario genere con l’intento di favorire, per quanto a me possibile, il senso della comunità e la valorizzazione del paese. Non ho mai aderito ad alcun colore politico (o per meglio dire partitico: per me la vera e buona politica è tutt’altra cosa) e ho sempre cercato di mantenermi al di sopra delle parti. Considero tutti i rodanesi, e non solo, amici “in partenza”, anche se non li conosco personalmente.

Da qualche giorno la pagina Facebook “Sei di Rodano, Millepini se…” si va riempiendo di denunce scandalizzate e di foto sullo stato di degrado di certi marciapiedi, dissestati e pieni di erbacce. Desidero esprimere qui il mio PERSONALISSIMO parere.

Questi “disastri rodanesi” (e non sono i soli) non si sono creati in un anno, né in due e nemmeno in cinque. Perché vengono fuori adesso? Non ci sarà sotto un tentativo di strumentalizzazione o di (larghissimo) anticipo di propaganda elettorale, da qualunque “colore” venga?

In tutta sincerità, a me non interessa chi siano gli amministratori: mi interessa che Rodano sia un paese in cui è bello stare. Quando insegnavo, la direttrice didattica disse che eravamo un’isola felice soprattutto perché avevamo lo spirito del villaggio, le persone si parlavano e i bambini giocavano e scorrazzavano insieme. Adesso siamo un’isola e basta, “isolati” sia come paese che come gente: ci chiudiamo in casa e tanti saluti al mondo, chi se ne frega di quello che succede due metri oltre la nostra porta. I marciapiedi, le strade, le aiuole, i parchi gioco, i cestini per rifiuti e tutto ciò che è “pubblico” sono lì perché ne usiamo (o ne abusiamo), ma non sono “roba nostra”… dimenticando che, se paghiamo le tasse, dovremmo esserne i soli legittimi proprietari, per quanto rappresentati dall’amministrazione in carica in quel certo periodo.

Credo come tutti, se a casa mia si rompe qualcosa, certo, mi arrabbio un po’, ma poi cerco di ripararlo io anche per risparmiare. Se non ne sono capace e non ho il denaro per pagare un tecnico, chiedo aiuto a qualche amico. E se nemmeno questo è possibile… allora smetto di lamentarmi e sia pure a malincuore mi tengo il problema, tanto non è che con le lamentazioni E BASTA le cose vadano a posto. Possessori di cani (che brutto concetto, “possedere” una creatura!), se il vostro cane facesse la cacca in cucina, la lascereste lì lamentandovi per la puzza e i germi? Perché la lasciate sui marciapiedi o sugli spazi erbosi dove giocano i bambini, sicuramente senza lamentarvene, tanto più che i modi per non farlo ci sono?

Ormai da anni, non solo a Rodano, ci siamo abituati all’idea che lo stato (o l’amministrazione) sia una mamma che provvede a tutto… o una mucca da mungere, e sappiamo bene che c’è chi, di latte, se ne prende ben oltre il suo bisogno e chi resta a bocca asciutta. Oggi questo non è più possibile e non solo a causa di chi se ne approfitta, delle corruzioni, delle malversazioni o quant’altro affligge la nostra nazione, così bella e così maltrattata da noi stessi. Come unico, superficialissimo esempio, aumenta l’età media delle persone (il che significa più pensioni e assistenza medica da pagare) e nascono meno bambini (il che significa meno futuri lavoratori che producano il reddito necessario per quanto sopra). Secondo un giornale radio di un paio di giorni fa, l’ISTAT ha annunciato che l’Italia è a crescita zero: diventeremo un paese di vecchi che vivranno male e si lamenteranno perché non avranno la pensione ma inutilmente, perché non ci sarà il denaro per pagarla loro?

Ovvio, la questione è ben più complessa. A ogni buon conto, sempre più organismi sovranazionali (EU, ONU, OECD e altri) riconoscono che i tempi sono cambiati. Nessuno stato (o nessuna amministrazione) può più provvedere a tutto, bisogna farsene una ragione… e cercare soluzioni inedite. È finita l’epoca del governo “dall’alto”; è finita l’epoca in cui democrazia significava solo poter votare e pagare le tasse. C’è bisogno di un governo “dal basso”, di una “democrazia partecipativa” in cui i cittadini, preso atto dei problemi, fanno qualcosa per affrontarli e possibilmente risolverli, il che tra l’altro implica parlarsi, conoscersi, collaborare, fare amicizie, accrescere il senso di appartenenza e di dignità, valorizzare i propri talenti… ed essere più vigili ed efficaci rispetto ai “furbetti”. Nell’interesse di tutti, anche il loro.

Gli esempi non mancano, soprattutto all’estero (che novità!). Anche qui come unico esempio segnalo l’organizzazione bolognese Labsus (www.labsus.org). Non solo sulla scorta di questa, l’attuale amministrazione ha creato un “servizio volontari civici” grazie al quale i cittadini possono da un lato segnalare i problemi del paese, dall’altro collaborare a risolverli con certi supporti, inclusa una forma assicurativa.

Ci sono tanti, soprattutto giovani e anziani, che non sanno come spendere molte ore delle proprie giornate e magari cadono in depressione o altre forme di malessere individuale o sociale. Che cosa ci sarebbe di disdicevole o di “poco furbo” nel fare qualcosa per un paese che è casa loro? Se quanti si impegnano in questo sono pochi, saremo alle solite per cui quei pochi avranno troppo lavoro mentre altri stanno a guardare e magari li sfottono. Se invece saremo in molti, basterà che ognuno faccia un pezzettino…

Anni fa correva un volantino di non ricordo più quale Paese estero: l’Italia è bella, peccato che ci siano gli italiani. Parafrasando, vorremmo che si dicesse: Rodano è bella, peccato che ci siano i rodanesi?

Gabriella Campioni

2 Risposte

  1. sono d’accordo su quasi tutto – per quanto riguarda i possessori o padroni di cani i, dite come volete ma il concetto è questo, la cacca dei propri animali va tolta sicuramente ma…..come la mettiamo con i bambinie le LORO mamme? possono davvero permettersi tutto? PROVATE AD ANDARE IN GIRO,SOPRATTUTTO NEI PARCHETTI-CI TROVERETE CARTACCE DI PATATINE E GELATI,CANNUCCE, SCATOLETTE DI SUCCHI DI FRUTTA.MERENDINE..RESIDUI DI OGNI TIPO- PERCHE’ LE MAMME NN RACCOLGONO ? CI SONO TANTISSIMI CESTINI – PERNON PRLARE DEI RAGAZZOTTI CHE BUTTANO BOTTIGLIE DI BIRRA TRA I CESPUGLI! la piazzetta delle betulle è impraticabile! Purtroppo devo riconoscere che MillePini,dove abito, è decisamente mal tenuta ,molto peggio rispetto a Rodano Lucino – Sono d’accordo con Gennaro Aprea; oRGANIZZIAMO UN’ASSEMBLEA PUBBLICA PER CAMBIARE RODANO E I RODANESI- MA COME LA METTIAMO CON TUTTI QUEI BELLISSIMI ALBERI TAGLIATI?
    TULLIA BARRA

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  2. Carissima Gabriella, ho letto solo oggi domenica 28 la tua lettera del 25. Sono andato subito a leggere anche i commenti…ma non ce n’è alcuno, quindi sono il primo.
    Vorrei dirti brevemente che il 100% di ciò che dici è da me condiviso, anche perché più volte ho scritto cose simili, senza essere così bravo come sei tu.
    Voglio anche dire che il mio comportamento, fin da quando sono divenuto cittadino di Rodano, è come tutti dovrebbero essere. Purtroppo siamo pochi, come tu affermi giustamente. Perché non organizziamo noi un’assemblea pubblica per contarci dire e ripetere a più persone (che forse verranno) che dobbiamo diventare maggioranza per cambiare Rodano e farla rìdidiventare come era quando noi siamo arrivati nell'”isola felice” 46 anni fa?
    A presto sentirci
    Ciao
    Gennaro Aprea

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