Celebrando il 4 Novembre


LETTERA ALLA REDAZIONE
Pubblichiamo qui di seguito il discorso pronunciato dal Sindaco di Rodano, Danilo Bruschi, in occasione della celebrazione del 4 Novembre. IMG_0819Cari concittadini e autorità, grazie per essere oggi intervenuti a questa celebrazione del 4 Novembre. Oggi in tutte le piazze d’Italia in coincidenza con l’anniversario della firma dell’armistizio di Villa Giusti che decretò la fine della Prima Guerra mondiale, si celebra il giorno dell’Unità Nazionale e la Festa delle Forze Armate. Giornata che quest’anno assume particolare rilevanza poiché cade nel centesimo anniversario dell’inizio della Prima guerra mondiale. É questa un’occasione per noi tutti per ricordare i sacrifici, le sofferenze e le vittime di ogni guerra. La guerra, una manifestazione che qualcuno ebbe a definire “ LA PIU’ BESTIALE PROVA DI IDIOZIA DELLA RAZZA UMANA”. Viviamo in un mondo in cui da sempre la razza umana vive un paradosso assurdo, già sottolineato da Aristotele, “FACCIAMO LA GUERRA PER POTER VIVERE IN PACE”, sembra assurdo ma se ci pensate è proprio così e purtroppo il “gioco” sembra non finire mai. Il periodo storico che stiamo attraversando è caratterizzato da profondi mutamenti e trasformazioni, e l’egemonia delle società fino a ieri più industrializzate è seriamente messa in discussione da nuove potenze globali emergenti. Tutto questo si riflette sul piano internazionale in sfide competitive senza precedenti, e nelle situazioni più critiche la cieca contrapposizione ha il sopravvento e sfocia in conflitti altamente destabilizzanti. Basti solo pensare ai recentissimi conflitti che vedono coinvolti UKRAINA e RUSSIA, e SIRIA e TURCHIA.
In questo scenario il nostro paese insieme all’Europa intera è chiamato, per difendere il proprio diritto a vivere nella sicurezza e nella libertà, ad interventi concertati nelle diverse situazioni di crisi. Ed in queste situazioni diventa cruciale il ruolo delle nostre Forze Armate, che a difesa degli equilibri internazionali sono chiamate al servizio di missioni per la pace e la sicurezza internazionale. Sono loro che oggi, nel ricordo dei caduti a cui è dedicato questo monumento, dobbiamo ringraziare per il periodo di pace e tranquillità di cui il nostro paese e le nostre famiglie hanno potuto godere negli ultimi 70 anni. A fronte di questi sentimenti di riconoscenza non possiamo però esimerci dall’esprimere tutto il nostro sconcerto per il continuo ricorso alla guerra, sempre ingiusta,sempre dolorosa, sempre crudele, sempre disumana, sempre sbagliata, sempre evitabile. Nel ricordo delle sofferenze e privazioni che ogni guerra comporta è quindi necessario rilanciare il ripudio alla guerra e ad ogni forma di violenza e vorrei farlo con le parole di chi in questo momento più di chiunque altro si sta battendo per la pace nel mondo, Papa Francesco. Queste le sue parola pronunciate durante l’angelus del 1 Settembre: “Quest’oggi, cari fratelli e sorelle, vorrei farmi interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace!

E’ il grido che dice con forza: vogliamo un mondo di pace, vogliamo essere uomini e donne di pace, vogliamo che in questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace; mai più la guerra! Mai più la guerra! La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato. Una catena di impegno per la pace unisca tutti gli uomini e le donne di buona volontà! E’ un forte e pressante invito che rivolgo all’intera Chiesa Cattolica, ma che estendo a tutti i cristiani di altre Confessioni, agli uomini e donne di ogni Religione e anche a quei fratelli e sorelle che non credono: la pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità. Ripeto a voce alta: non è la cultura dello scontro, la cultura del conflitto quella che costruisce la convivenza nei popoli e tra i popoli, ma questa: la cultura dell’incontro, la cultura del dialogo; questa è l’unica strada per la pace. Il grido della pace si levi alto perché giunga al cuore di tutti e tutti depongano le armi e si lascino guidare dall’anelito di pace. Un caldo augurio a voi tutti. Un grazie di cuore alle nostre Forze Armate, VIVA l’ITALIA e VIVA LA PACE!

il Sindaco Danilo Bruschi

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