Ricordare Antonia nel progetto scuola di don Abramo


LETTERA ALLA REDAZIONE

A tre mesi dalla scomparsa di Antonia, questa settimana,  “le sue amiche del giovedì” hanno allargato l’invito del pomeriggio del 16 gennaio a “La Elle” a tutte le amiche e gli amici per ricordare Antonia con due appuntamenti particolari. Il primo, incontrare don Abramo che avrebbe illustrato le ragioni della nuova scuola a Ngnog in Camerun,  progetto finanziato anche dal fondo raccolto in ottobre dagli amici di Antonia. Il secondo, connesso al primo, scoprire la targa ricordo che “le amiche del giovedì” hanno voluto regalarsi per sentire sempre la presenza di Antonia nei pomeriggi di incontro del Gruppo Anziani a “La Elle”. L’idea è partita da Rosetta Dragoni, “assistente” fedele di Antonia, che ora rimane il riferimento del Gruppo.

La sala 5 era gremita. C’erano un po’ tutti. Gli amici delle ACLI, de “il fontanile” e della Contraddanza; le amiche della Caritas  e gli amici della Polisportiva. Le figlie di Antonia con il loro papà Adriano. Numerosi gli amici del condominio di via De Gasperi 10. Presenti il vicesindaco Marazzi e l’assessora alla Cultura, Ponissi. Don Fabio è intervenuto verso la fine dell’incontro.  

Don Abramo ha mostrato alcune diapositive del suo paese con il luogo dove sorgerà la nuova scuola. Le sue calde parole ci hanno fatto comprendere l’abisso che ci separa dalla realtà economica del Camerun.  Là lo stipendio di un impiegato statale non supera l’equivalente di 100-120 €uro mensili,  ma è un privilegio riservato solo all’ 1-2% della popolazione.

Un contadino, invece, può arrivare a raccogliere per la sua famiglia intorno a 10 €uro/mese, ma tutto dipende dal raccolto. Il nord del Camerun  si trova nella fascia tropicale sub-saheliana, secca e arida fino alle prime piogge di maggio. L’idea fissa di don Abramo , oltre a saper leggere e scrivere, è quella di insegnare ai ragazzi un lavoro, come diventare bravi agricoltori.

Così ad accompagnare don Abramo c’era Guido, presidente della Associazione AUSER di  Cinisello che, avendo conosciuto a giugno di quest’anno don Abramo nella parrocchia Sacra Famiglia, si è subito prodigato con alcuni amici di Cinisello di fondare l’associazione “Il Sahel fiorirà” per realizzare concretamente il progetto. Oltre a ringraziare Rodano per quanto ha fatto con la raccolta fondi in nome di Antonia, Guido ci ha chiesto di non perdere i contatti, ma di continuare a seguire il progetto perché ad oggi, in sette mesi, sono stati raccolti quasi 7.000 €uro. Obiettivo previsto della raccolta, 30.000 €uro. Guido pensa che nell’arco dei prossimi 2-3 anni, passo dopo passo, si possa arrivare al completamento della scuola e quindi poter dedicare un’aula ad Antonia Panasidi nel giorno della inaugurazione. Ma occorre costanza e determinazione. Chi desidera unirsi ora per dare il suo contributo, può chiedere ad una delle associazioni citate nell’articolo. Intanto può visitar il sito http://www.ilsahelfiorira.it.

Achille Colombi

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