Arrestato il sindaco di Pioltello


Una brutta storia quella dell’arresto di Antonio Concas, sindaco di Pioltello, avvenuto mercoledì mattina con diverse accuse (in sintesi per corruzione). L’arresto è stato eseguito nell’ambito di una maxi-inchiesta che ha portato in carcere 14 persone, oltre a 12 persone agli arresti domiciliari e l’obbligo di dimora per altri 15.

Che dire. Troppo presto per esprimere un giudizio definitivo. Vale per tutti la presunzione d’innocenza finché non sia provata la colpevolezza. Ci auguriamo che Concas collabori con la giustizia per chiarire la sua posizione. Ma se le accuse fossero confermate e risultasse colpevole è evidente che dovrà pagare il suo debito alla società. Un corrotto resta un corrotto, a prescindere dalla bandiera sotto la quale ha deciso di militare.

Purtroppo, finché i giudici non chiariranno ruoli e responsabilità, questa vicenda getterà fango e discredito su tutto il suo entourage, inclusa la lista civica che lo ha sostenuto. E ce ne dispiace.

Da questo episodio pensiamo che si debba però trarre una lezione. Chi collabora, politicamente o amministrativamente, con un uomo pubblico che potrebbe, anche se solo in linea teorica, essere potenzialmente corruttibile per il ruolo che svolge, ha il dovere di vigilare sulla sua condotta e sulle sue azioni.  “Culpa in vigilando” è un termine latino che descrive bene la situazione nel caso in cui questo controllo venga meno. Una lezione per tutti.

La redazione © RIPRODUZIONE RISERVATA

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