Giornata della Memoria


Come vivere a Rodano la Giornata della Memoria

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Centro Culturale l’Ottagono, venerdì 8 febbraio, ore 21

“DESAPARECIDOS Y CABRONES” di Alessandro Bontempi

Compagnia teatrale TeAtrio di Segrate.

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Dopo aver organizzato, per tre anni consecutivi, serate di riflessione sulla Shoah, in particolare coinvolgendo nel 2010 i ragazzi della scuola media di Rodano, l’associazione “il fontanile” intende quest’anno celebrare la giornata della memoria a Rodano in un modo diverso. Per non dimenticare, ma anche per constatare che, come diceva Primo Levi, “se è accaduto, può riaccadere”,  basta porre “il male assoluto” della tragedia degli ebrei in relazione ad altre tragedie più recenti, a volte con numeri di vittime altrettanto sconvolgenti. Pensiamo  alle vittime di Pol Pot in Cambogia, oltre 1.500.000 tra il 1974 e il 1979, ai Tutsi trucidati in Rwanda nel 1994, quasi un milione di persone.

Come mai l’oblio predomina sempre sul ricordo? Dopo la fine della 2° guerra mondiale la verità sui campi di sterminio venne drammaticamente alla luce nel processo di Norimberga. Ma subito le prime testimonianze dei sopravvissuti vennero messe in dubbio con profondo loro sconcerto. Nessuno riusciva a credere  a simili racconti. Ne seguì un tempo neutro, i testimoni preferirono il silenzio. Era in atto la ricostruzione del Paese  con il benessere ormai alle porte. L’opinione pubblica voleva dimenticare.

Solo verso la fine degli anni 60 si incominciò a riparlare di leggi razziali e di campi di sterminio.

Nel 2000 venne istituita a livello internazionale “La Giornata della Memoria “ che cade ogni anno il 27 gennaio.

Lo spettacolo all’Ottagono si propone di riportare alla luce un fatto storico, fine anni settanta, che, per tragicità e modalità, presenta le stesse logiche che portarono i nazifascisti ,“esseri umani pensanti”, ad organizzare, dal 39 al 45, il genocidio degli ebrei e lo sterminio degli oppositori politici. Il numero delle vittime e la macchina organizzativa della shoah non sono comparabili. Lo sono invece  le disumane logiche mentali degli organizzatori/aguzzini, i metodi di tortura e l’eliminazione fisica dei prigionieri.

Il fatto storico cui vogliamo riferirci è la vicenda dei “desaparecidos” in Argentina, tra il 1976 ed il 1983, durante la dittatura della giunta militare di Videla.

Si stima siano scomparse circa trentamila persone con l’accusa di aver compiuto attività antigovernative. Certamente un numero “modesto” rispetto ai 6 milioni delle camere a gas, ma ci interessa la logica di partenza! Il solo sospetto che fossero dissidenti era sufficiente a condannarli ad una “sparizione forzata”.  Venivano sequestrati, torturati, uccisi e fatti sparire in fosse comuni o gettati nel Rio della Plata o nell’oceano con i cosiddetti “vuelos de la muerte”. Nessun ex militare ha dato informazioni concrete, luoghi di sepoltura, liste di neonati strappati alle madri dopo il parto per essere “affidati” alle famiglie dei capi militari; neonati, oggi ormai trentenni, che le nonne di Plaza de Mayo stanno ancora cercando.

Solo in questi ultimi anni si sta celebrando il maxiprocesso sui crimini di guerra  della giunta militare di Videla, 87 anni, che sta già scontando in carcere l’ergastolo. Ci si chiede allora come sia possibile, dopo soli 30 anni dalla fine della II guerra mondiale, possa ripetersi, in un paese civile, cristiano e cattolico, una tragedia simile. Come può prevalere nell’uomo, in certi contesti, la sua parte oscura, “il mostro” che ognuno porta dentro di sé?

Per riflettere sulla questione, l’associazione “il fontanile” con il Patrocinio del Comune di Rodano, ha richiesto alla Compagnia  teatrale TeAtrio di portare all’Ottagono lo spettacolo “DESAPARECIDOS Y CABRONES”(Desaparecidos e bastardi) di Alessandro Bontempi, che firma testo e regia. Uno spettacolo intenso, ironico e profondo, che ha avuto il suo debutto a maggio 2012 all’Auditorium Toscanini – Cascina Commenda di Segrate e l’ultima replica il 17 ottobre 2012 al teatro Ariston di S. Giuliano Milanese.

A fine spettacolo il pubblico potrà esprimersi sui contenuti della rappresentazione e dialogare con il regista e gli attori.

 Associazione “il fontanile” 19 gennaio 2013

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“Se rimane solo un monumento alla memoria, il passato rischia di non aiutarci a capire il significato del presente e del nostro ruolo dentro la contemporaneità.”
(Da un’intervista a Frediano Sessi, scrittore e saggista autore di testi sulla Shoah)
 

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Vi ricordiamo anche l’iniziativa al Conservatorio di Milano

 
 

Concerto, riflessioni e testimonianze

 Domenica 27 gennaio 2013, ore 20.00 al Conservatorio

Via Conservatorio, 12 Milano
Musiche di Salomone Rossi e Kurt Weill
Coro delle Voci Bianche con i Musicisti del Conservatorio di Milano.
Omaggio in ricordo di Shlomo Venezia, ultimo Testimone italiano del Sonderkommando di Auschwitz-Birkenau.

Introdurrà la serata Ferruccio de Bortoli, Presidente della Fondazione Memoriale della Shoah. Partecipano Goti Bauer, Nedo Fiano e Liliana Segre,Testimoni della Shoah.

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Da non perdere. Iniziativa nella Sala Consiliare del Comune di Pioltello

Sabato 26 Gennaio 2013

Una sera a Teatro

IL PESO DELL’ARIA

Sala Consiliare del Comune di Pioltello – ore 21.00

spettacolo di Mirko Di Martino, Compagnia RS Produzioni.

Una storia realmente accaduta durante l’invasione nazista in un paese della Polonia. Protagonisti: lui, sindaco del paese, impegnato in politica e pronto a prendere decisioni scomode pur di mantenere il potere; lei, sua moglie, testimone involontaria dell’uccisione dei suoi concittadini ebrei. Una verità scomoda da accettare, dove l’animo umano mostra tutta la sua violenza irrazionale. Una realtà negata, la meschinità della gente, la poca memoria. Una rappresentazione teatrale con i due attori protagonisti che sciolgono lentamente le loro emozioni, i loro sensi di colpa. Fino a che l’esasperazione mette l’uno nei panni dell’altra e la situazione si ribalta. Vincitore al Concorso T-Factor 2012 di Milano: miglior spettacolo e miglior attrice protagonista.

La Redazione

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