Lettere alla redazione


Un rendiconto su cui riflettere

L’estate di Rodano (e non solo) volge al termine con alcune novità non proprio gradevoli, legate soprattutto al discorso territorio e viabilità. La BreBeMi sta ormai facendosi… strada in maniera prepotente: il cavalcavia di San Felice in via di demolizione, grandi macchinari di movimentazione terra all’opera con grandi polveroni, chilometri di reti arancione a fiancheggiare un traffico già di suo congestionato, una gran quantità di alberi abbattuti… Complice anche la perdita stagionale delle foglie degli alberi caduchi, la nostra aria sarà ancor meno respirabile di prima. Ma il costo del “progresso” è alto solo per Rodano o fa parte di un problema di portata ben più vasta che impone a noi tutti una riflessione e il bisogno di guardare e magari impegnarci oltre i nostri confini?

Il Global Footprint Network è un’organizzazione internazionale che studia la cosiddetta impronta ecologica, ossia l’impatto che esercitiamo sul nostro pianeta e quante delle sue risorse consumiamo.

Allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sullo spreco che ne facciamo, ogni anno istituisce lo Earth Overshoot Day, una giornata di “rendiconto” che indica il momento in cui il consumo globale di risorse per l’intero anno ha superato il budget a disposizione, ossia la capacità del Pianeta di rigenerarsi e produrre nuove risorse. L’impronta ecologica viene calcolata sulla base di diversi indicatori: emissioni di diossido di carbonio, zone di pesca, zone agricole, zone di allevamento e pascolo, zone edificate e foreste o comunque zone ampiamente alberate.

Quest’anno tale giornata è caduta il 22 Agosto, mentre 20 anni fa cadeva in dicembre. Ciò significa che da quella data in poi, per soddisfare la domanda di risorse per sostenere la crescita fino alla fine dell’anno – ben quattro mesi, un terzo di anno, – l’umanità consumerà le proprie riserve e accumulerà ulteriore diossido di carbonio nell’atmosfera, peggiorandone la qualità. E il prossimo anno? Ovviamente partiremo già in debito…

È ormai dal 1961 che il limite oltre il quale la Terra non è più in grado di rigenerarsi viene sorpassato, pur variando di anno in anno. Nel 2012 è come se, anziché un solo pianeta, pensassimo di averne a disposizione uno e mezzo a livello mondiale, ma ancora di più se vivessimo come diverse nazioni, come dimostra il grafico. Viene spontaneo fare un collegamento con i numerosi incendi di questa torrida estate, con gli alberi abbattuti nel nostro territorio e persino con la situazione finanziaria attuale…

Chi volesse saperne di più può visitare il sito www.footprintnetwork.org (in inglese), dove troverà anche un quiz per calcolare quanta terra ognuno di noi sfrutta in base al proprio stile di vita, ossia a quanto usa l’auto, a quanto ricicla o riusa, alla parte di infrastrutture sociali che utilizza e così via. Queste cose possiamo influenzarle direttamente modificando i nostri comportamenti; su altre, non meno critiche, possiamo agire in modo indiretto impegnandoci su una scala più o meno ampia a seconda delle nostre capacità, richiedendo ad esempio un maggiore utilizzo di tecnologie verdi o un’opportuna innovazione sociale. Ma evidentemente il presupposto indispensabile è la consapevolezza. Ormai persino gli enti governativi, inclusa la Commissione Europea, riconoscono che gli stati non sono in grado di far fronte alla crisi attuale che ci investe non solo a livello ambientale e richiedono la partecipazione attiva dei cittadini anche a livelli locali piccoli come quello di Rodano. Ci stano scaricando la patata bollente? Forse, ma è anche un’importante assunzione di responsabilità e di dignità, d’altro canto siamo noi che viviamo quotidianamente su questo pianeta… L’esercizio della democrazia non può limitarsi al solo voto.

Chi invece non conoscesse l’inglese può trovare utili informazioni e indicazioni pratiche tramite NeSSO (Network Siena Sostenibilità), un progetto portato avanti dall’Università di Siena. L’indirizzo internet è: www3.unisi.it.

Ma è fondamentale imparare a camminare con passo più leggero sulla Terra anche qui a Rodano, dove molti di noi si sono rifugiati per trovare un ambiente meglio vivibile. Se ci riesce difficile farlo per noi stessi, pensiamo a quale mondo stiamo consegnando ai nostri figli e ai loro figli…

Gabriella Campioni

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