Gli approfondimenti di RodanoNews (#1)


Intervento di recupero e conservazione della chiesa San Giovanni Evangelista di Lucino


RECENTEMENTE LA CHIESA DI LUCINO E’ STATA OGGETTO DI UN INTERVENTO DI RECUPERO DELLA COPERTURA E DI UN PROGRAMMA DI CONSERVAZIONE (TUTT’ORA IN CORSO).
RODANONEWS HA CERCATO DI APPROFONDIRE L’ARGOMENTO PARLANDO DIRETTAMENTE CON I PROTAGONISTI.

Un progetto “partecipato”

Schizzo ChiesaProbabilmente nel quattordicesimo secolo la chiesa di San Giovanni Evangelista di Lucino non aveva né la forma né l’attuale aspetto. Infatti sono del 1398 le prime notizie di una “cappella” di Lucino appartenente al plebato di Settala. Da allora la chiesa ha subito tante trasformazioni e tanti cambiamenti fino ad assumere l’attuale forma e dimensione. Un giorno ci piacerebbe far raccontare in dettaglio la storia della chiesa di Lucino a qualche rodanese di buona volontà che ha avuto la diligenza e la passione di raccogliere dati e notizie storiche, .

Interventi recenti

Negli ultimi 50 anni la chiesa non ha subito molte trasformazioni ma risultano attuati, sulla base dei documenti depositati presso il Comune di Rodano, alcuni interventi di manutenzione. Risulta infatti che nel 1963 è stata rifatta la facciata della chiesa e in quella occasione e stata sostituita una croce in bassorilievo con l’attuale mosaico raffigurante San Giovanni evangelista. È del 1968, invece, l’installazione di un impianto di termoventilazione. Mentre nel 1984 è stata rifatta la coperture in tegole di cotto. Degli interventi effettuati antecedentemente, che probabilmente ci sono stati, non ne abbiamo nessuna traccia documentale.

Quasi per caso

Come hanno fatto i parrocchiani ad accorgersi che la chiesa aveva un problema? Se ne sono accorti quasi per caso. L’anno scorso , dopo un brutto temporale ed un forte vento, il signor Campagnoli si è accorto che il lucernaio sul tetto della chiesa era aperto. Preoccupati che fosse entrata dell’acqua nel sottotetto, è stato fatto un sopralluogo per verificare se vi fossero dei danni. È a quel punto che ci si è accorti che qualcosa non andava. Il puntone della capriata, in prossimità del lucernario, risultava spezzato. A quel punto si è deciso di far intervenire gli esperti per l’analisi dei danni e la pianificazione degli interventi. Sono state pertanto selezionati tecnici ed aziende per l’esecuzione dei lavori di recupero.

Il progetto di recupero

Capriata

Quando i tecnici hanno fatto il sopralluogo hanno scoperto che delle tre capriate di legno con cui è realizzata la copertura della navata centrale, solo una aveva ancora le saette di sostegno mentre nelle altre due le saette risultavano rimosse. Al di sopra dell’assito (dove si cammina nel sottotetto) era stato realizzata una cappa in cemento, non collegata alla struttura di legno sottostante, coperta da molti centimetri di guano di piccione. Risultava, inoltre, collassato un puntone e lesionato un tirante. A quel punto i tecnici hanno deciso di verificare la staticità della copertura e del solaio del sottotetto. I risultati della verifica non sono stati rassicuranti. Hanno scoperto che le capriate erano eccessivamente sollecitate, catene e puntoni sottodimensionati e che sarebbero stati ulteriormente sollecitati in caso di sovraccarichi eccezionali (ad esempio una pesante nevicata) . La rimozione delle saette, da due delle tre capriate, ha notevolmente peggiorato la situazione statica. Il soffitto a cassettoni della navata centrale appariva, e appare, deformato. I travetti del solaio del sottotetto, visibilmente curvati, erano sottodimensionati per sostenere tutto il peso, aggravato dalla presenza della cappa di cemento (probabilmente aggiunta tra gli anni ’60 e ’80). A questo punto un intervento d’urgenza non era assolutamente procrastinabile. Sfortunatamente, fino ad allora, non è stata fatta nessuna attività ispettive di cura e manutenzione della copertura e della chiesa in generale.

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Immagini dell’intervento di recupero


Un intervento strutturale

L’intervento, che è stato diretto dallo Studio Tecnico Associato dott. Ing. F. BRAMBILLA – M. COLOMBO, aveva come obiettivo il consolidamento della copertura e il rinforzo del solaio del sottotetto. La soluzione è stata concepita per essere la meno invasiva possibile e, all’occorrenza, completamente rimovibile. Come materiale per mettere in sicurezza la copertura è stato utilizzato il legno e l’acciaio. È stata ridotta inoltre l’entità del carico che gravava sulla struttura, stando attenti a modificare il meno possibile la distribuzione delle masse e della rigidità della struttura.L’intervento si è articolato in due fasi, dove è stato necessario per primo consolidare il solaio di copertura della navata centrale, da cui poi è stato possibile mettere in sicurezza le capriate di sostegno del tetto.

Per il consolidamento del solaio si è resa necessaria la rimozione della cappa di cemento ed il restauro delle travi principali danneggiate. Poi si è proceduto con la posa di un secondo assito sopra il preesistente.

Solo dopo aver consolidato il solaio è stato possibile intervenire sulle capriate, sostituendo il puntone collassato e ripristinando le saette mancanti. Ai puntoni di legno sono stati poi accoppiati degli angolari in acciaio di rinforzo. E per finire, la catena è stata agganciata da due fasce metalliche collegate con dei tiranti al puntone rinforzato. Questa soluzione ha permesso di far tornare a valori accettabili la flessione della catena inferiore.

Il tetto, che risultava danneggiato in più punti a causa della scarsa manutenzione,  è stato completamente rifatto rimuovendo i pannelli in amianto del sottotetto, sostituiti con ondulati ecologici, e terminando la copertura con tegole in cotto nuove.

Il programma di conservazione

Dopo l’intervento di recupero del sottotetto la chiesa di Lucino ha beneficiato di un programma della Fondazione Cariplo mirante al restauro e alla manutenzione delle opere d’arte in Lombardia. Il programma di conservazione, finanziato al 50% dalla stessa Fondazione Cariplo, è stato illustrato in una serie di incontri con i parrocchiani dalle Dottoresse Chiara Livraghi e Anna Ronchi, dottori in ricerca del Politecnico di CIMG2787Milano – dipartimento BEST. Già dal primo incontro hanno coinvolto attivamente i partecipanti nelle attività del programma di conservazione. Programma abbastanza articolato che prevede indagini stratigrafiche, indagini su legni e intonaci ed il monitoraggio delle lesioni.  Le indagini stratigrafiche e quelle su legni ed intonaci (di cui si sono occupate le aziende Gasparoli S.r.L. e Palladio S.r.L.) sono già state ultime ed i risultati sono già stati illustrati nell’incontro in parrocchia del 9 maggio scorso.

Il monitoraggio delle lesioni, tutt’ora in corso, è stato realizzato dalla ditta Palladio tramite la sistemazione di sonde fessurimetriche che trasmettono i dati con un sistema wireless . Il monitoraggio terminerà a dicembre 2012.

Attività diagnostica e indagine microclimatica

Una delle prime attività in cui sono stati coinvolti i parrocchiani è consistita nella sistemazione di quattro sonde sistemate in diversi punti della chiesa che rilevano ogni ora temperatura ed umidità. Ai parrocchiani è stato chiesto mensilmente di ritirare le sonde e, attraverso una connessione Internet, di inviare i dati al Politecnico di Milano che si occupa di consolidarli e sottoporli ad analisi.Una seconda fase prevede l’uso di termo-camere (termografie all’infrarosso) in grado di “fotografare” le temperature della struttura della chiesa. Le riprese sono previste per dopo l’estate e l’autunno inoltrato. Nel frattempo le due ricercatrici stanno organizzando delle attività didattiche rivolte soprattutto ai giovani che frequentano  l’oratorio ed ai loro genitori. I prossimi incontri formativi e di comunicazione dei risultati sono previsti per il 2 luglio, il 5 ottobre  e uno a metà novembre di quest’anno.

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Intervista con gli architetti

Proteggere i beni comuni

Il programma di conservazione della chiesa, oltre allo scopo meramente tecnico, ha anche quello di coinvolgere i giovani nella conservazione del nostro patrimonio comune. Uno scopo alto e assolutamente condivisibile che considera la chiesa come luogo di culto ma anche come “bene comune”, per credenti e non credenti, perché indissolubilmente legata alla storia della nostra comunità.

RodanoNews © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Molte delle informazione presenti in questo articolo sono state tratte dalla “Relazione tecnica – documentazione fotografica” preparata dallo Studio Brambilla-Colombo e presentata il 13 aprile 2011.

2 Risposte

  1. […] molti sapranno, è in atto il restauro della chiesa di S. Giovanni Evangelista. Sfogliando l’interessante opuscolo messo a disposizione di tutti i Rodanesi, ci si rende conto […]

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  2. bello ,bello essere informati cosi esaustivamente ….grazie ….comunque per me sono state le tortore .. a crearsi una veranda …..si sentivano perfettamente e brontolavano ne sono certa …Isabelle

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