Osservazioni al Piano di Governo del Territorio


Abbiamo ricevuto e pubblichiamo le osservazioni de:

  • Il Fontanile
  • Progetto Rodano
  • Partito Democratico (Circolo di Rodano)

al Piano di Governo del Territorio (PGT) presentato dall’Amministrazione Comunale.

Osservazioni de Il Fontanile


Rodano, 9 Luglio 2010 Comune di Rodano

Ufficio Tecnico

Via Roma, 10

20090 RODANO


Oggetto : Proposte per il P.G.T. del Comune di Rodano – Valorizzazione e
Fruibilità di alcuni manufatti di valore storico.

Vista la relazione relativa al Piano di Governo del Territorio del comune di Rodano (PGT), in fase di approvazione e in particolare i capoversi del Documento di Piano A28: 3.1.3 (Valutazione e tutela delle componenti storico-ambientali e paesistiche), 3.1.4 (Individuazione dei beni del patrimonio edilizio storico rodanese), 3.2.3 (Lettura dello sviluppo territoriale attraverso la cartografia storica) e 6.3 (Il sistema ambientale), riteniamo importante portare all’attenzione dell’Amministrazione Comunale alcuni beni di interesse storico non evidenziati nel documento che meritano sicuramente di essere tenuti in considerazione.

Trattasi delle cosiddette “misure magistrali” poste accanto a Cascina Civasco e dell’ex-mulino di Cascina Paradiso.

Su ambedue i manufatti è intervenuta recentemente l’associazione culturale “il fontanile”, come gestore del Punto Parco Cascina Castello, pianificando nei primi mesi di quest’anno un intervento di manutenzione, d’intesa con il Parco Agricolo Sud Milano, allo scopo di bloccarne il completo degrado.

Le misure magistrali risalgono al ‘500 e sono tra le pochissime rimaste in Lombardia. Il fontanile ha provveduto a consolidare il muro di sostegno delle canalizzazioni, a rimettere al loro posto le strutture in pietra e a rifare il fondo del canale con mattoni a spina di pesce, come era in origine. Per rendere fruibile al pubblico questo manufatto e per completare l’opera di ricostruzione, occorrerebbero il posizionamento di un passaggio pedonale sopra il canale (le bocche sono visibili dal lato est del canale, opposto alla strada), la pulizia delle bocche d’uscita calibrate, ora interrate, e la ricostruzione delle serrature.

L’ex-mulino di Cascina Paradiso, già presente nella topografia del 1686 (11) allegata al P.G.T. e ancora funzionante fino ai primi anni ’50 del secolo scorso, è stato anch’esso salvato dal completo degrado, consolidando il muro di sostegno del canale all’altezza dell’attacco della ruota, recuperando, nel contempo, un’antica scaletta di accesso al fabbricato. Nel frattempo è stata ritrovata la macina virante del mulino che verrà posizionata a vista accanto al canale. Anche in questo caso risulta necessario un intervento di sistemazione al contorno per permetterne la visibilità al pubblico in condizioni di sicurezza.

Entrambi i luoghi richiederanno infine la posa dei pannelli descrittivi con le informazioni storico-tecnologiche che li riguardano.

Ci teniamo ad evidenziare che i suddetti manufatti faranno parte di un progetto di un percorso ciclabile del Parco Sud che andrà a collegare tra loro alcuni siti di interesse naturalistico con i diversi manufatti idraulici esistenti sul territorio che si snoda da Rodano fino a Paullo.

Vorremmo anche segnalare che fra i “beni edilizi storici” censiti nel P.G.T. viene citato il “Portico dell’Oca”, un manufatto che da tempo non esiste più. Al suo posto oggi si trova una costruzione privata, ufficialmente adibita a studio professionale.

Desideriamo anche segnalare che nelle mappe allegate al P.G.T. sono indicati come “attivi” molti fontanili che in realtà non lo sono più. Solamente quelli inclusi nelle Sorgenti della Muzzetta e quello ubicato dietro l’ex-fabbrica di fuochi artificiali si possono considerare attivi, indipendentemente dal fatto che la falda non sempre è in grado di attivarli in tutto l’arco dell’anno. Un fontanile considerato “attivo” deve avere le tubazioni di prelievo ancora esistenti e in grado di pescare acqua dalla falda. Nessuno dei fontanili del paese si trova in queste condizioni.

I due fontanili che hanno perennemente acqua (Morettoni e quello all’ingresso di Lucino) sono riempiti artificialmente in modo forzato, mentre i rimanenti sono ormai semplici alvei nel terreno che si riempiono solo in occasione di forti piogge o nel periodo di irrigazione dei campi.

Come associazione che si occupa anche di ambiente ci sembra importante far emergere la realtà dello stato di conservazione dei beni presenti sul territorio per acquisire da parte della opinione pubblica una maggior consapevolezza del territorio abitato.

Chiediamo quindi

  • di inserire entrambi i suddetti manufatti idraulici tra i “beni del patrimonio edilizio storico” come “elementi caratterizzanti il paesaggio storico culturale” e come “testimonianze storiche della cultura agraria del territorio rodanese”.
  • di inserire nella Proposta di Rapporto Ambientale (A30) del P.G.T. gli interventi che mancano per rendere fruibile al pubblico la visita a questi manufatti, essendo “…singoli elementi che hanno un interesse o un pregio di tipo storico, architettonico, culturale o estetico i quali costituiscono elementi funzionali a contribuire a conservare la conoscenza delle tradizioni e della cultura di un territorio.” (Pag. 51 – Proposta di Rapporto Ambientale – A30 )
  • di cancellare il “Portico dell’Oca” tra i beni del patrimonio edilizio storico del paese.
  • di indicare come “non attivi” i fontanili del territorio comunale, con esclusione di quelli delle sorgenti della Muzzetta e di quello dietro l’ex fabbrica di fuochi artificiali.

Ringraziando per l’attenzione porgiamo cordiali saluti.

Il presidente

Claudio Farinati


***

Rodano, 9 Luglio 2010 Comune di Rodano

Ufficio Tecnico

Via Roma, 10

20090 RODANO

Oggetto : Proposte per il P.G.T. – Futuro della Biblioteca di Rodano e del Palazzetto dello Sport

Dalla lettura della documentazione del P.G.T. pubblicata sul sito del Comune di Rodano emerge che la biblioteca di Rodano è stata dimenticata. L’attuale sede, facente parte del plesso scolastico scuola media e Palazzetto dello Sport, è destinata all’abbattimento, ma non sono previsti spazi alternativi per quella nuova.

Come associazione culturale che si pone, fra gli obiettivi di statuto, anche la promozione della vita sociale e culturale della nostra comunità, abbiamo sempre visto la biblioteca come un luogo importante per la vita culturale dei cittadini. Abbiamo quindi sempre auspicato che l’attuale biblioteca si arricchisse non solo di nuove iniziative, ma che potesse diventare un luogo di attrazione e di socializzazione rivolto alla gioventù.

Vedere oggi che, a fronte dell’abbattimento degli attuali locali, non si è prevista una sede alternativa, ci preoccupa.

Chiediamo quindi che venga inserita nei documenti del P.G.T. l’indicazione del luogo dove verrà collocata la nuova biblioteca, una volta non più disponibile lo spazio attuale.

Poiché riteniamo sia la biblioteca che il Palazzetto dello Sport due risorse indispensabili per le attività giovanili, si chiede che venga inserita nel P.G.T la clausola della disponibilità dei nuovi spazi su cui convergere con le attività Biblioteca e Palazzetto dello Sport, prima dell’abbattimento delle sedi attuali.

Circolano oramai da tempo le voci sul trasloco del “Museo della Lambretta” in altra sede. Chiediamo che si prenda in considerazione l’utilizzo dei locali della Elle che si libereranno per ospitare la biblioteca. L’arrivo della Biblioteca Comunale alla Elle suggellerebbe finalmente l’edificio come “luogo culturale del paese” generando quella massa critica capace di rendere vivibile e gestibile un luogo di scambio e di attività sociali “aperto tutti i giorni”.

Ringraziando per l’attenzione porgiamo cordiali saluti.

Il presidente

Claudio Farinati


Osservazioni di Progetto Rodano


Osservazioni al rapporto ambientale della V.A.S. e al Documento di Piano del piano di governo del territorio del Comune di Rodano

Rodano 9 luglio 2010

Premessa

Il presente documento raccoglie una serie di osservazioni/considerazioni prodotte dal Gruppo di Progetto Rodano, in merito alla proposta di Relazione ambientale e di Documento di Piano

predisposti dall’Amministrazione Comunale in vista dell’adozione del PGT.

Crediamo che il contributo della cittadinanza, in tutte le sue forme -associative, organizzate o individuali-, sia non solo importante, ma necessario perché le decisioni sulla città vengano prese in maniera condivisa e siano specchio di una volontà collettiva.

Le osservazioni che proponiamo qui di seguito sono basate sull’idea che lo sviluppo di una città e di una comunità debba essere sostenibile in tutti i suoi aspetti, quindi consapevole dei limiti delle risorse e delle possibilità di sfruttamento del territorio, ma anche dei limiti economici e finanziari che caratterizzano la nostra comunità, ed il contesto storico che stiamo attraversando.

Osservazioni al Documento di Piano e alla Relazione Ambientale

Premesse al Piano

La partecipazione

Perché i processi di partecipazione nell’ambito VAS abbiano successo e producano risultati significativi, il pubblico, non solo i cittadini ma anche associazioni e categorie di settore, dovrebbe essere coinvolto in corrispondenza di diversi momenti del processo. Tutti i soggetti coinvolti devono essere messi in grado di esprimere pareri su ciascuna fase e di conoscere tutti i pareri espressi e la relativa documentazione.

Riteniamo che in questo senso l’amministrazione comunale si sia limitata a fare il minimo di legge e con scarsa pubblicità, manifestando l’evidente desiderio di limitare al minimo possibile l’effettivo coinvolgimento del paese.

Si richiedere inoltre una proroga di ulteriori 60 giorni sulla data ultima del 09/07/2010 in quanto dall’avviso di deposito della proposta di documento di PGT ai fini della VAS non si evince chiaramente che i suggerimenti e le proposte dovevano da parte dei cittadini devono necessariamente pervenire entro la data sopra indicata D.lgs n.152/2006 successivamente modificato dal D.lgs n.4/2008).

E’ sintomatico della cura con cui è stato steso il piano, che nelle ricchissime premesse vi siano errori nella descrizione del territorio, anche influenti sul piano stesso.

Fra gli errori veniali citiamo Cascina Panzone finita nel nucleo di Briavacca: se ci si riferisce a quando Briavacca era comune, allora ci deve essere anche cascina Benzo e tutta Cassignanica, altrimenti Panzone e Benzo devono essere entrambe nel nucleo di Cassignanica. Pratomarzo da Briavacca è stata spostata a Lucino. Quest’ultima almeno nella tavola dei beni storici è miracolosamente tornata a Briavacca.

Più grave invece è l’inserimento del Portico dell’Oca come bene di valore storico da conservare e valorizzare: il Portico dell’Oca non esiste più da anni e al suo posto oggi c’è un edificio residenziale.

Anche i numerosi fontanili citati come “attivi”, sono da anni asciutti o al massimo accolgono dell’acqua quando si aprono i canali per irrigare i campi.

Obiettivo della A.C.

Il documento di piano inizia con la dichiarazione dell’obiettivo generale:

L’Amministrazione Comunale intende operare affinché Rodano mantenga le sue attuali caratteristiche qualitative e dimensionali muovendosi verso l’obbiettivo di uno sviluppo armonico, i cui punti fermi siano la qualità abitativa, la qualità del territorio e la qualità della vita. Ci si pone dunque l’obiettivo di mantenere la fisionomia attuale e la continuità nel contraddistinguersi come uno dei più apprezzati e vivibili Comuni dell’hinterland milanese preservando oltre l’80% del suo territorio nel Parco Agricolo Sud.

OSSERVAZIONE 1: La qualità della vita in un contesto urbano è oggi declinata facendo riferimento a diversi indicatori che si focalizzano su cruciali aspetti che direttamente o indirettamente influenzano e determinano la qualità della vita degli individui e delle comunità. La valutazione della qualità della vita viene quindi prodotta tramite ad esempio: indicatori di scolarizzazione e formazione, indicatori sull’occupazione, indicatori ambientali, indicatori sulla salute dei cittadini, indicatori sui diritti umani, indicatori sulle infrastrutture, indicatori sulla sicurezza pubblica e privata, indicatori sulle attività ricreative e culturali, ecc.

Nel testo sopra citato non si fa alcun riferimento a nessuno di questi parametri rendendo estremamente vaga e generica la formulazione dell’intera frase. Si chiede quindi che la dichiarazione di principio sia maggiormente circostanziata anche al fine di darle un senso compiuto.

OSSERVAZIONE 2: Si afferma che Rodano è tra i più apprezzati e vivibili comuni dell’hinterland, anche in questo caso o la citazione è autoreferenziale ed in questo caso la cosa va esplicitata, oppure si citano le fonti a supporto di questa affermazione. Come riportato nell’osservazione precedente, la sola percentuale di territorio agricolo non è sufficiente da sola a determinare il livello di vivibilità di una comunità.

Entriamo ora nel merito di quali azioni l’amministrazione comunale intende intraprendere al fine del raggiungimento dell’obiettivo di cui sopra, analizzando gli

obiettivi di piano come riportati nel Documento di piano e limitandoci ai soli obiettivi in cui individuiamo particolari criticità e riservandoci osservazioni più puntuali a seguito dell’adozione del PGT.

1. Tutela e valorizzazione del territorio paesistico ambientale

Citiamo testualmente “è necessario perseguire obiettivi di salvaguardia, valorizzazione e riqualificazione del territorio agricolo e degli elementi storico architettonici e paesistico naturali che lo caratterizzano”.

Nell’ambito di questo capitolo sono previste le seguenti “azioni”

a) Riqualificazione area orti

L’Amministrazione Comunale si prefigge l’obiettivo prioritario di riqualificazione e valorizzazione dell’area anche in relazione agli elementi identitari e connotativi del Parco coinvolgendo tutti gli enti e i soggetti interessati: Regione Lombardia, Provincia di Milano, Ente Parco, Comune di Rodano e privati.

Osservazione 1.1: Al di là della suddetta dichiarazione di principio, non è in alcun modo specificato come nel breve-medio termine l’A.C. intenda muoversi per realizzare tale obiettivo, considerando tra l’altro che l’area in questione oltre ad essere notevolmente degradata dal punto di vista ambientale, risulta di proprietà di circa un centinaio di privati, tra cui sono presenti anche abusi.

Vista la dimensione dell’area e quindi il suo potenziale ruolo strategico nello sviluppo del paese, riteniamo assolutamente non rispondete ai requisiti imposti dal documento di piano, “liquidare” nel suddetto modo una questione così cruciale. Chiediamo quindi che l’amministrazione descriva compiutamente la sua eventuale strategia per il recupero dell’area indicando in particolare:

  • un’analisi sullo stato ambientale dell’area
  • le modalità con cui intende riappropriarsi di aree appartenenti a privati
  • come intende gestire gli abusi presenti sull’area.

b) Piano cave

In merito alla tematica di tutela e valorizzazione del territorio si avanzano anche le seguenti osservazioni:

Osservazione 1. 2: non c’è traccia nel documento di piano del Piano Cave approvato dalla Regione Lombardia con avallo della precedente A.C., che interesserà i comuni di Pioltello, Peschiera Borromeo e Rodano. Tale piano prevede: consistenti ampliamenti dell’attuale superficie estrattiva che interesseranno aree ricomprese nel PASM, collocazione degli impianti e delle aree stoccaggio a confine con il nostro territorio nelle vicinanze del centro abitato Millepini e la realizzazione di una nuova viabilità a servizio dell’intero ambito (in sostituzione dell’attuale sbocco sulla via Trieste di San Bovio) dedicata al transito dei mezzi pesanti con uscita a raso sul proseguimento della via Papa Giovanni XXIII che, ancorché su territorio di Pioltello, risulta ad essere a ridosso del nucleo di Millepini.

2 Qualità urbana e riqualificazione ambientale

a) Riqualificazione dell’area SISAS – polo chimico:

oltre alla bonifica delle aree che verranno lasciate libere in futuro, incentivi e premialità che consentano la conversione delle attività produttive esistenti e di conseguenza l’abbandono delle attività  insalubri di classe I. Si valuterà  l’opportunità  di poter insediare funzioni di tipo terziario – commerciale al fine di riconvertire e riqualificare l’ambito in occasione della futura dismissione.”

Stante il fatto che l’Accordo di Programma che regolamentava le attività di bonifica e le destinazioni d’uso dell’area ex-SISAS è stato disatteso e pertanto le previsioni di destinazione d’uso delle aree individuate nella variante urbanistica approvata dal Comune possono ritenersi non più valide. Non traspare in alcun modo dal suddetto paragrafo quale sia la strategia dell’A.C. Comunale in merito alla suddetta area.

Osservazione 2.1 : tutti sono concordi nel definire il documento di piano come lo strumento in cui sono messe a punto le strategie di breve e medio periodo per il governo del territorio del Comune. Questo non risulta però vero nel caso in oggetto, una strategia a medio termine in questo contesto non può infatti limitarsi a “vietare” le attività insalubri di classe I sull’area e a valutare opportunità, queste devono essere già state valutate (ante) e il documento di piano deve riportare i risultati di tale valutazione. Non si puoi poi ignorare completamente il fatto che nelle vicinanze del polo chimico è situata la frazione di Pobbiano, un nucleo di antica formazione del quale è prevista la salvaguardia e la riqualificazione. Un vincolo che non si può ignorare in un piano di riqualificazione dell’area.

In riferimento all’intenzione di escludere le industrie insalubri di prima classe dagli ambiti produttivi, si evidenzia che tale divieto assoluto potrebbe ostacolare la riqualificazione del tessuto produttivo esistente senza determinare effettivi benefici per l’ambiente.

Infatti, rientrano nell’elenco delle industrie insalubri di prima classe di cui al D.M. 5 settembre 1994, attività tipiche dell’economia locale quali ad esempio, le carrozzerie, le tipografie a rotativa, le officine meccaniche, le carpenterie (fabbri) e molte altre attività tipicamente individuate come attività artigianali che trovano la loro corretta localizzazione all’interno delle zone produttive ad adeguata distanza dagli insediamenti residenziali.

b) Riqualificazione e salvaguardia dei nuclei di antica formazione

Al di là di alcune dichiarazioni di principio non si prevede alcuna azione concreta.

Osservazione 2.2: In riferimento alla salvaguardia di tale patrimonio quasi nulla di concreto è stato fatto sino ad oggi: il degrado dovuto alla mancanza di manutenzione da parte di proprietari sta lentamente determinando la distruzione di tale patrimonio. Anche nel nuovo PGT si fa ben poco per incentivare il recupero dell’esistente, nonostante ci si soffermi a sottolineare come numerosi nuclei rurali (cascine) presenti sul territorio siano di elevato interesse storico-ambientale.

Sollecitiamo l’inserimento nel PGT di azioni finalizzate al recupero e mantenimento delle funzioni agricole nei nuclei rurali esistenti e per lo sviluppo dell’attività agricola sostanzialmente sostenibile. Riteniamo inoltre indispensabile introdurre dei meccanismi che vincolino gli interventi di ristrutturazione delle cascine al mantenimento della funzione agricola o al loro utilizzo per finalità pubbliche o comunque aperte al pubblico (centri distaccati di università, agriturismo, centri didattici, parchi naturalistici), senza impedire limitati insediamenti residenziali, non proibiti dalle regole del PASM (vedi Briavacca, Lovati, Civasco ed altre cascine ristrutturate o in fase di ristrutturazione).

c) Creazione e valorizzazione di aree verdi urbane

Si prevede di riqualificare il parco giochi di Cassignanica, terminare quello di Via Venezia e di realizzarne un grande parco lineare in fregio alla sp182 tra Millepini e Rodano.

Osservazione 2.3: il Comune di Rodano è circondato dal verde (l’80% del territorio comunale risulta fortunatamente ricompreso nel perimetro del Parco Agricolo Sud Milano), possiede una dotazione di standard pro-capite già superiore rispetto ai comuni confinanti (sarebbe opportuno inserire nel Documento di Piano un censimento dei parchi o aree attrezzate presenti nel territorio del comune) e vista la scarsità di risorse economiche di cui il comune dispone, dovrebbe essere data priorità alle attività di costante e attenta manutenzione e valorizzazione delle aree verdi urbane esistenti, piuttosto che alla realizzazione di nuove opere.

3. Contenimento del consumo di nuovo suolo.

Il PGT si pone come obbiettivo il contenimento del consumo di suolo attraverso il recupero delle aree dismesse e il contenimento delle nuove espansioni, prevedendole solo per il soddisfacimento di funzioni di pubblica utilità

Osservazione 3.1: non sono indicate, in nessuna parte del documento di piano, le aree dismesse di cui si intende il recupero.

Osservazione 3.2: è in aperto contrasto con l’obiettivo prioritario dichiarato di contenere il consumo di suolo è la possibile trasformazione delle aree agricole, per le quali si propone la realizzazione di una RSA per la quale si prevedono circa 36.000 mc di volumetria. Va inoltre segnalato che la stessa risulterebbe collocata in una zona definita nella tavola A18 di classe 4 (sensibilità paesistica alta), attualmente coltivata. A maggiore ragione quando esistono sul territorio valide alternative che consentono di evitare l’uso di suolo vergine. Ad esempio la struttura sanitaria assistenziale RSA, potrebbe essere prevista nell’ambito AT6 all’interno di una delle tante cascine abbandonate (es. Briavacca) o in alternativa sull’area degradata degli orti (ambito AT2) previa cessione al PASM di altra area come ad esempio quella collocata a sud dell’ambito AT6, confinante con l’area di espansione residenziale di via Giusti, non ricompresa nel perimetro del Parco Sud.

Osservazione 3.3: Non si capisce perché si chieda di togliere dal PASM l’area a Est di Cascina Lovati a fini edilizi, quando l’area è già compresa nel “Tessuto Urbano Consolidato”. Credo sia lecito pensare, come minimo, alla volontà di realizzare cubature superiori a quelle che il Parco permetterebbe. Non crediamo che sia interesse della comunità e quindi dell’A.C. permettere nuovi edifici rubando terreno al Paco quando sono disponibili altri terreni urbani, la cui ampiezza permetterebbe di soddisfare le esigenze di cubatura in modo più adeguato all’immagine del paese.

4. Sostenibilità degli interventi edilizi

Il documento di piano si propone di promuovere il risparmio energetico e l’uso di materiali e tecnologie rinnovabili riferendosi esclusivamente alla realizzazione di interventi di nuova costruzione sia pubblica che privata.

Osservazione 4.1: il documento di piano concentra il raggiungimento di questo obiettivo su azioni pertinenti edifici pubblici, è però risaputo che generalmente oltre il 95 % degli sprechi energetici provengono da edifici privati. Auspichiamo quindi che nel documento di piano siano inserite le scelte in tema di contenimento dei consumi energetici e abbattimento delle emissioni, e di conseguenza misure per incentivare la messa a norma del patrimonio immobiliare privato.

Osservazione 4.2: non è chiaro quali siano le maggiori imposizione in termini di risparmio energetico ambientale promossi dal documento di piano rispetto ai regolamenti vigenti in materia.

5. Riqualificazione, riorganizzazione e potenziamento del sistema dei servizi. L’A.C. con il nuovo PGT intende effettuale una riqualificazione, riorganizzazione e potenziamento del sistema dei servizi pubblici attraverso la realizzazione di strutture moderne, efficienti, eco-sostenibili di utilità sociale. Sono previsti infatti i seguenti interventi:

  1. Realizzazione di una struttura sanitaria assistenziale (RSA) di mq 28.063 di iniziativa privata (ambito AT1).
  2. Un centro di accoglienza di iniziativa privata da collocarsi all’interno della cascina Cassinazza destinato ad accogliere persone diversamente abili con aule didattiche per attività formative (ambito AT6);
  3. La demolizione e la ricostruzione in altri siti di Municipio (ambito AT3 a/b), Palazzetto dello Sport (ambiti AT5), e plesso scolastico secondario di primo grado biblioteca compresa (ambito AT4 a/b) ;

Osservazione 5.1: gli interventi di cui al punto 1 e 2 verranno eseguiti a cura e spese di soggetti privati e poiché non vengono mai citate procedure di accreditamento o convenzioni con altri enti pubblici, allo stato della cose risulta che le tali strutture siano di fatto private. A tal proposito si richiama il fatto che la realizzazione e la gestione di RSA sia oggi considerata una delle attività più remunerative presenti sul mercato. Ci si chiede quindi quali siano le modalità o le forme di agevolazione che si prevede saranno fornite ai cittadini di Rodano per accedere a tali strutture.

Osservazione 5.2: gli interventi di cui al punto 3 prevedono in sostanza l’abbattimento di buona parte del patrimonio pubblico Rodanese. Un tale intervento può essere accettabile solo se accompagnato da una dettagliata analisi dei costi benefici, che non può limitarsi all’affermazione di principio che le nuove costruzioni saranno eco- sostenibili. In particolare è necessario che sia valutata, accanto a quella della demolizione e ricostruzione, l’alternativa di recupero e adeguamento dei vecchi stabili.

Osservazione 5.3: il palazzo municipale di Rodano è stato costruito nel 1930 ed è considerato “immobile di interesse storico e della memoria collettiva” in quanto testimonianza di una tipologia architettonica relativamente recente ma storicamente connotata e diffusa dell’edilizia pubblica primo-novecentesca della pianura milanese, va quindi inserito in un piano di valorizzazione del patrimonio storico.

Osservazione 5.4: a seguito dell’intervento di cui al punto 3 sarà eliminata dal paese la biblioteca, oggi importante centro di aggregazione, che nell’ambito del documento di piano non trova altra collocazione.

6. Riqualificare e riorganizzare il sistema delle connessioni con la grande viabilità e tra le frazioni:

Osservazione 6.1: leggiamo nel DdP: “focalizzare l’attenzione del PGT sulla riorganizzazione della viabilità stradale al fine di migliorare l’accessibilità e la connessione tra le frazioni (….)”, chiediamo all’estensore di esplicitare attraverso quali interventi si esplica questa azione.

Osservazione 6.2: dalla lettura della relazione di approfondimento su mobilità e traffico allegata al DdP, redatta dalla società Polinomia, emergono 2 grosse criticità: rilevante aumento da 5 anni a questa parte dei flussi veicolari all’interno delle frazioni, in particolare tra Cassignanica e Millepini dovuto al transito veicolare Nord-Sud; mancanza di viabilità alternativa che consente di by-passare i centri abitati; ci si chiede se e come si intendono affrontare tali criticità.

Osservazione 6.3: nessuna soluzione viene proposta in merito all’accesso alla frazione di Millepini che avviene attraverso la zona industriale dove quotidianamente le manovre dei mezzi pesanti in entrata e uscita dai capannoni determinano rischio di possibili incidenti (come peraltro già avvenuti..) con le auto in transito ad alta velocità sulla via Papa Giovanni. Sempre la società Polinomia mette in evidenza la pericolosità dei parcheggi collocati lungo la strada stessa.

7. Potenziamento rete mobilità leggera:

Attenendosi a quanto contenuto nel Piano Provinciale della rete strategica MIBici, il PGT prevede la realizzazione di nuovi percorsi e il completamento di quelle esistenti.

La bicicletta può fornire un eccellente mezzo di locomozione che non inquina, non consuma, occupa uno spazio minimale, costa poco. Non servono sempre e ovunque le piste ciclabili. Spesso è sufficiente un sistema di moderazione del traffico. Al fine di incentivare l’uso della bicicletta non solo per lo svago ma anche e soprattutto per gli spostamenti quotidiani casa-lavoro, casa scuola ecc. è necessario che la rete ciclabile sia una vera e propria rete infrastrutturale in grado di raggiungere i poli attrattori (luoghi di lavoro, scuole, stazioni di interscambio, ecc) seguendo percorsi brevi, comodi e soprattutto in sicurezza.

Osservazione 7.1: i tratti di pista ciclabile tra Millepini e Rodano, risultano ancora incompleti perché non collegati tra loro e sprovvisti della necessaria segnaletica di legge utile a garantire la sicurezza dei fruitori inoltre, il traffico veicolare che attraversa (per mancanza di viabilità alternative) i nuclei abitati rende poco sicuri i percorsi di ciclisti e pedoni in corrispondenza degli attraversamenti stradali (es rotatoria incrocio via dell’Ontano/strada provinciale). Si ritiene che un intervento in questo senso debba essere prioritario nell’ambito del documento di Piano.

Osservazione 7.2: nella Tavola A15 – (carta della mobilità comunale) non compare il collegamento diretto tra la frazione di Millepini e il Passante FS di Limito. Ci si chiede anche se il progetto esecutivo redatto dalla società Brebemi riguardante il raddoppio della Rivoltana, contiene i percorsi ciclabili MIBici indicati nella tavola sopracitata ?

8. Proposta di modifica perimetro PASM (vedi planimetria allegata):

Il PGT propone una ridefinizione dei confini del PASM che prevede:

  1. di ricomprendere nel confine del parco alcune aree oggi escluse quali quelle poste a Nord dell’urbanizzato di Cassignanica e a Ovest di Millepini in quanto obiettivo dell’Amministrazione è quello di salvaguardare i nuclei abitativi delle frazioni;
  2. di escludere dal perimetro del parco una porzione di territorio posta a nord dell’abitato di Rodano/Lucino già azzonata come residenziale nel PRG vigente;
  3. di escludere dal perimetro del parco l’area contigua al sedime dell’ampliamento della S.P. 14 in quanto opera connessa al progetto BRE.BE.MI, e individuata quale ambito di trasformazione per la realizzazione di un impianto di distribuzione carburante nel DdP.

Osservazione 8.1: nell’intervento di cui al punto 1. è poco esplicito l’obiettivo, in particolare contrasta con la richiesta di cui al punto 2. In entrambi i casi si tratta di terreni al confine di terreni edificati e non si capisce perché in un caso l’A.C. propenda a salvaguardare i nuclei abitati e nell’altro no, a meno che, come già detto nell’osservazione 3.3, non vi siano piani per cubature esorbitanti quanto sarebbe permesso dal Parco.

Osservazione 8.2: non si ritiene strategicamente sensato ricomprendere nel perimetro PASM le aree di cui al punto 1 perché uniche aree collocate all’interno delle frazioni in zone già urbanizzate che in futuro potrebbero servire a colmare il fabbisogno di case dovuto alla crescita di popolazione nelle frazioni. In particolare, relativamente alla frazione di Cassignanica, l’edificazione di tale area all’interno di un progetto che comprende, oltre al recupero di tutte le cascine, la realizzazione di una viabilità alternativa, la realizzazione di una piazza centrale e di parcheggi pubblici (si pensi alla “festa della rana” ….), servirebbe a rivitalizzare e rilanciare l’intera frazione, oggi abbandonata a se stessa. Si propone quindi di non includere nel perimetro del PASM le 2 aree oggi escluse di Millepini e Cassignanica;

Osservazione 8.3: Considerato che alcune aree di trasformazione individuate nel documento di piano risultano fortemente in contrasto con le normative PASM e PTCP e precisamente:

Ambito AT7 – distributore carburante inserito in area PASM ; Ambito AT5 – collocato in area di classe 4 (sensibilità paesistica alta – vedi tavola A18) a confine con PASM e all’esterno del nucleo edificato di Rodano (vedi anche norme PTCP). Si ritiene opportuno ricomprendere nel perimetro del PASM l’area indicata con l’ambito AT5 e l’area sottostante oggi esclusa collocata ad Ovest di Lucino a confine con la nuova lottizzazione di via Giusti perché entrambe le aree sono collocate all’esterno del nucleo edificato di Rodano in zone non urbanizzate, accessibili solo dalla provinciale, in area di classe 4 (sensibilità paesistica alta) a confine con PASM (vedi anche PTCP), in cui sono presenti ben 2 fontanili registrati come ancora attivi, uno a nord e uno a sud dell’area AT5 (vedi tavola A10).

A compensazione della “cessione” di tali aree si richiede di far escludere dal perimetro parco un’area di pari dimensioni all’interno dell’ambito AT2 (area orti): ciò al fine di rendere realistica l’ipotesi di risanamento dell’area orti, destinandone una parte ad esempio alla RSA e/o ad edilizia residenziale.

Si richiede inoltre di non escludere dal PASM l’area identificata come Ambito AT7 perché la funzione prevista non è assolutamente compatibile con le NTA del PASM

9. Le matrici di valutazione

Per quanto riguarda la scelta metodologica riteniamo molto grave la modalità di valutazione che viene fatta con la Matrice di Valutazione presentata. Infatti la Matrice di Valutazione, proponendo valutazioni qualitative e non quantitative, risulta arbitraria e opinabile. Valutazioni qualitative potrebbero essere valide solo se viene esplicitata, a monte, la valenza politica/etica/valoriale che sta alla base delle valutazioni stesse, cosa che non avviene in questo Rapporto Ambientale, in cui invece gli indicatori di dati quantitativi sono valutati senza confronto di dati ma in modo qualitativo.

La scelta delle matrici di valutazione si dovrebbe basare su modelli teorici di sviluppo sostenibile del territorio validi scientificamente, mentre nel Rapporto Ambientale non è esplicitato quale modello viene adottato.

Inoltre è gravissimo che vengano confrontati Scenari futuri della città senza prendere in considerazione delle previsioni o proiezioni di dati quantitativi ambientali. Senza previsioni la natura stessa dalle Valutazione Ambientale Strategica viene travisata. Non viene fatto minimo cenno alle previsioni dei tre Scenari sulla quantità di inquinamento dell’aria (non ci sono proiezioni sulla qualità dell’aria), sul grado dell’inquinamento acustico, e sull’inquinamento/qualità del suolo e delle acque. Non vengono fatte proiezioni per i tre Scenari di quello che sarà il fabbisogno di acqua, di servizi, di trasporto pubblico, di energia, né ci sono previsioni sui rifiuti prodotti. A fronte di questa mancanza il tipo di valutazione presentato risulta privo di utilità, poiché non è possibile confrontare strategicamente quale potrà essere il reale (anche se solo previsto) impatto ambientale delle Alternative scelte.

Osservazione 9.1

Si chiede una ridefinizione delle valutazioni effettuate perché si fondano su considerazioni di natura qualitativa non suffragate da opportuni dati che diano una visione quantitativa dei problemi analizzati, sia per quanto riguarda la situazione attuale ma soprattutto nell’analisi degli scenari futuri. Data la vastità dei problemi affrontati, formuleremo osservazioni più precise nei successivi capitoli, ribadiamo però la necessità di una progettazione rivolta a definire scenari futuri su dati quantitativi precisi come matrice comune di tutte le osservazioni che verranno fatte in seguito.

Infatti, una Valutazione Ambientale Strategica, che miri alla sostenibilità ambientale, non può risolvere problemi come la produzione di rifiuti o il fabbisogno di acqua erogata senza una stima della capacità massima insediativa di abitanti che una città può sostenere.

L’impressione nel leggere questo Rapporto Ambientale è che sia stato trascurato lo studio sui pesi insediativi, previsione fondamentale per la sostenibilità ambientale del territorio, e che si sia proceduto analizzando una situazione distante da quella reale.


Osservazioni del Partito Democratico (Circolo di Rodano)

Comune di Rodano

Settore Tecnico
Via Roma, 10
20090 Rodano (Mi)

Rodano 8 luglio 2010

Oggetto: Verso il Piano di Governo del Territorio (PGT) – Proposte e Valutazioni al Documento di Valutazione Ambientale Strategica del Documento di Piano(VAS)

Per l’Amministrazione Comunale l’obiettivo del 2° incontro pubblico con i cittadini rodanesi del 30 giugno 2010 scorso era quello di esporre l’orientamento delle scelte di Piano ( Documento A28 – Relazione Illustrativa del Documento di Piano) con la Valutazione Ambientale che tali scelte comportano, così come risulta dalle linee guida regionali che prevedono quattro macrofasi nello sviluppo del Piano, descritte nel Documento A30 (Proposta di Rapporto Ambientale)

  • Fase 1 – Orientamento e Impostazione
  • Fase 2 – Elaborazione e Redazione
  • Fase 3 – Consultazione, Adozione e Approvazione
  • Fase 4 – Attuazione, Gestione e Monitoraggio

Ci preme far notare che per arrivare alla fase 3 (Par. 1.4 – Schema integrato PGT/VAS/VIC), in linea con le modalità espresse sul Documento A30, risulta fondamentale nelle fasi 1 e 2 “far emergere interessi e valori di tutti i soggetti potenzialmente interessati alle ricadute del piano”.

Il protocollo UNECE, citato dal documento A30, così si esprime:“…l’allargamento della partecipazione del pubblico riguarda tutto il processo di pianificazione. Gli strumenti di pianificazione sono predisposti in modo da consentire a tutti i soggetti coinvolti di esprimere pareri su ciascuna fase, e di garantire trasparenza e ripercorribilità al processo. L’informazione minima sulle attività di piano, sulle opinioni e sui pareri espressi è resa disponibile attraverso rendicontazioni sempre consultabili. Si prevede di coinvolgere singoli cittadini, associazioni di categoria, e di settore in corrispondenza dei passaggi chiave del processo di elaborazione del piano…. E’ previsto l’intervento di un facilitatore per guidare la discussione e raccogliere gli interventi dei partecipanti.”

La nostra prima considerazione, motivata dai commenti di alcuni cittadini che hanno preso parte al 2° incontro di mercoledì sera alla Elle, mette in evidenza, nella gestione del percorso del PGT a Rodano, una plateale carenza di forme e strumenti di partecipazione rivolti al coinvolgimento della cittadinanza.

Dopo la delibera di giunta che risale al 25.11.2009, l’Amministrazione Comunale ha condiviso il suo PGT con i cittadini solo in occasione di due incontri pubblici, del 18 dicembre del 2009 e questo ultimo del 30.06.2010, per un totale di meno di 4 ore complessive su almeno 7 mesi di lavoro.

La stessa pubblicità data all’ultimo incontro non ha trovato un minimo spazio dedicato alle tematiche del PGT sull’ultimo numero dell’Informarodano che riserva, invece, alla Festa del Paese ben oltre quattro pagine.

Il Piano di Governo del Territorio (PGT) diventa per il paese un’occasione unica e insostituibile per riflettere sul suo stato attuale e sulle prospettive del suo futuro. Un esercizio fondamentale per rinnovare nei cittadini una propria identità di appartenenza al luogo del loro abitare.

Certamente il PGT consegna nelle mani della Amministrazione Comunale la scelta degli obiettivi, ma ciò non significa escludere la raccolta di tutti gli interessi e valori che la comunità rodanese è in grado di indicare.

Nutriamo il convincimento, in attesa di essere smentiti con i prossimi appuntamenti PGT, che alla attuale Amministrazione Comunale non interessa trovare formule più efficaci per comunicare con i cittadini sullo sviluppo del processo PGT secondo i criteri di coinvolgimento, raccomandati dalla Regione Lombardia e richiamati come premessa dagli stessi documenti A28 e A30 del Piano.

Questo processo comunicativo, che rappresenta un valore politico culturale di una buona Amministrazione, viene interpretato come un ostacolo e un laccio che impediscono il raggiungimento degli obiettivi illustrati dal Piano.

Ma dopo un attenta lettura dei documenti disponibili sul sito del Comune e dopo aver ascoltato il brevissimo spazio dato al pubblico in occasione dell’ultimo incontro con risposte inadeguate, spesso accompagnate da posture imbarazzanti quali l’allargamento delle braccia di un assessore ammutolito che non sapeva raccapezzarsi di come mai nel PGT ci si fosse “dimenticati” della ubicazione della Biblioteca Comunale, mai richiamata, mai citata nel gioco dello “scassa15” urbanistico previsto dagli obiettivi di Piano, arriviamo alla 2° considerazione.

La seconda considerazione fa riferimento al capitolo delle alternative (pag 79 del Documento A30) allo “scenario zero” e allo “scenario di piano”, “ovvero alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo, a partire dalle criticità e opportunità dello stato di fatto”, nuovo modello che non si intravede nella lettura dei documenti per quanto riguarda la destinazione dell’area “polo chimico industriale ex-Sisas”, una volta bonificato. Poiché l’obiettivo AC.1 (Riqualificazione dell’area Sisas-Polo chimico) è considerato l’obiettivo di piano, madre di tutti gli obiettivi del PGT, sarebbe stato logico attendersi che, almeno per l’obiettivo primario, l’Amministrazione Comunale avesse considerato anche lo scenario di piano, ossia una soluzione alternativa, nel caso in cui dovessero sorgere ostacoli di qualsivoglia natura nel perseguimento degli obiettivi previsti dallo scenario zero.

Per cogliere tutte le possibili occasioni di rilancio, come alternativa, suggeriamo l’opportunità di spalancare la porta della destinazione d’uso anche ad attività industriali (escluse ovviamente le insalubri) che facciano riferimento alla green economy, prevedendo accanto a esse anche un’area da destinarsi a verde qualificato e attrezzato, da intendersi come risarcimento ambientale per le comunità locali. Un’operazione controcorrente, capace di riportare sul territorio posti di lavoro con attività ad alto valore aggiunto da promuovere in alternativa al grande centro commerciale, oggi considerato non più rimunerativo, come una volta, dagli operatori finanziari e immobiliari, con l’aggravio di un posizionamento ubicato in un territorio già saturo di servizi commerciali di pari dimensioni.

La terza considerazione fa riferimento all’ambito AT4b, finalizzato alla razionalizzazione dei complessi scolastici di Rodano, unificandoli all’interno della stessa area in frazione Millepini. Non si fa cenno alcuno all’aumento del traffico veicolare sulle vie “delle Querce” e “Palermo” dovuto, in alcune ore della giornata, all’accompagnamento dei figli a scuola, che si aggiunge a quello dovuto al nuovo insediamento delle 104 unità abitative. Sulla scheda di risposta di pag. 88 si fa riferimento solo al clima acustico senza accennare a possibili soluzioni viabilistiche per evitare intralci di traffico che possono compromettere la sicurezza dei pedoni e nel contempo contenere le sorgenti di emissioni nocive nelle immediate vicinanze degli ingressi alle scuole.

La quarta considerazione fa riferimento alla raccolta dati che sorregge e giustifica tutta l’impostazione del documento PGT, nei cui riguardi riteniamo che manchi una visione d’insieme.

In effetti il processo di PGT presentato dalla Amministrazione Comunale segue una filosofia di Pianificazione completamente ribaltata. Ci spieghiamo meglio. La partenza non è stata quella di elaborare i bisogni del paese e di proporre una visione di possibili interventi almeno da qui a 10 anni.

Come linea di partenza invece, l’Amministrazione Comunale ha fatto riferimento al suo Programma Elettorale, Elezioni Comunali 2009, e poi ha costruito il suo PGT “creando” lungo il percorso i bisogni giustificativi. Allora i rischi che si corrono sono alti. Diventa facile, come è successo, “dimenticarsi” anche della Biblioteca.

Mentre troviamo cenni che riguardano il censimento del 2004 per i dati riferiti ai mezzi di trasporto impiegati dai rodanesi per raggiungere le località fuori comune, non ci sono riferimenti ai dati demografici e alla loro stratificazione, per individuare i bisogni prossimi e futuri dei cittadini rodanesi.

Per esempio, quali sono le percentuali di popolazione dell’infanzia, dei giovani, degli anziani a Rodano?

In relazione alle nuove residenze e al turn-over di chi acquista il già costruito, quali incrementi si ipotizzano della popolazione scolastica a Rodano nei prossimi 10 anni ?

Quali bisogni specifici si prevedono per la fascia anziani che tende sempre più ad espandersi?

Ci si può limitare al solo obiettivo di prevedere una struttura RSA vicino ai campi di calcio e di tennis, senza sapere quanti cittadini rodanesi potrebbero essere potenziali utenti e con quali facilitazioni?

L’impalcatura del Piano presentato si appoggia su fondamenta mal dimensionate che possono pregiudicare la sua stessa “sostenibilità ambientale”.

Come ultima considerazione, si propone, in queste due prime fasi del percorso PGT, di effettuare una “raccolta dati” aggiornata, almeno riguardo ai seguenti temi, anche tramite lo strumento del questionario:

  • Utilizzo potenziale del trasporto verso la stazione di Limito dopo la disponibilità della S5 e S6.
  • Utilizzo potenziale della bicicletta per raggiungere la stazione ferroviaria di Limito
  • Fabbisogno di posti nella scuole dell’infanzia, elementari e medie nei prossimi 5 anni.
  • Popolazione anziana, il loro bisogno primario di accedere alle cure e alle analisi mediche.
  • L’autonomia dell’anziano verso i servizi civici e gli esercizi di vicinato (negozi, etc)

Consapevoli che le critiche e le proposte che avanziamo (e che abbiamo espresso, in particolare, anche in occasione dell’incontro pubblico del 30 giugno scorso) si muovono nella direzione di progettare un paese che venga il più possibile incontro ai bisogni di ogni cittadino, siamo convinti che il contributo del singolo cittadino e/o di associazioni del territorio possano aiutare a elaborare un’analisi più articolata dei processi richiamati dai Documenti di Piano e di VAS. Il documento finale, se rivisto con i rilievi positivi suggeriti da soggetti diversi potrebbe avere “un respiro temporale più ampio della durata delle singole amministrazioni comunali” e costituire una linea guida di indirizzo generale per grandi temi condivisi, indipendentemente dal colore politico di chi andrà a governare nei prossimi anni.

Disponibili al confronto e a delucidazioni che dovessero necessitare, distintamente salutiamo

Anna Avitabile

(portavoce del Circolo di Rodano del Partito Democratico)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: